Asia

Espatriare in Thailandia

Ultimo controllo dei dati: agosto 2026

La Thailandia è la destinazione asiatica con il maggior numero di italiani residenti, e quella su cui l'informazione in circolazione è più vecchia. Per quindici anni ha funzionato una regola semplice: il denaro guadagnato all'estero e portato in Thailandia l'anno successivo non era tassato. Quella regola non esiste più dal 1° gennaio 2024, e la modifica che avrebbe dovuto attenuarne gli effetti è ferma allo stato di bozza. È il dato che cambia i conti di chiunque viva lì di redditi esteri.

1. La regola dei redditi esteri, com'è oggi

  • È residente fiscale thailandese chi soggiorna nel Paese almeno 180 giorni nell'anno solare.
  • Con l'istruzione dipartimentale Paw. 161/2566, del 15 settembre 2023, l'amministrazione ha cambiato interpretazione: il reddito di fonte estera percepito da un residente fiscale thailandese è imponibile quando viene introdotto in Thailandia, indipendentemente dall'anno in cui è stato prodotto. Si applica alle somme introdotte dal 1° gennaio 2024.
  • L'istruzione Paw. 162/2566 ha chiarito che la nuova interpretazione non riguarda i redditi esteri prodotti prima del 1° gennaio 2024: quei capitali possono essere portati in Thailandia senza rientrare nell'imponibile. È la distinzione più importante di tutta la materia, e va documentata — occorre poter dimostrare quando il reddito è stato prodotto.

‼️ La regola dei due anni non è in vigore. Nel 2025 l'amministrazione ha proposto di esentare i redditi esteri riportati in Thailandia entro due anni d'imposta — cioè nell'anno di produzione o in quello successivo. È un decreto reale in bozza: richiede l'approvazione del Consiglio dei ministri e l'esame del Consiglio di Stato, e con lo scioglimento della Camera dei rappresentanti l'iter è rimasto sospeso. Molte guide e diversi consulenti la descrivono come se fosse legge: non lo è. Chi pianifica rimesse contando su quella esenzione sta pianificando su una norma che potrebbe non arrivare mai, o arrivare diversa.

2. Il resto del quadro fiscale

L'imposta personale thailandese è progressiva e arriva al 35%. Fra i due Paesi è in vigore la convenzione firmata a Bangkok il 22 dicembre 1977, ratificata con legge 2 aprile 1980, n. 202, in vigore dal 31 maggio 1980. Come per tutte le convenzioni di quell'epoca, il testo va letto: le pensioni sono trattate con la consueta distinzione fra quelle private e quelle corrisposte per funzioni pubbliche, e le relative disposizioni vanno riscontrate sul testo convenzionale prima di programmare un trasferimento. Si veda pensionati italiani in Thailandia.

La Thailandia non figura nell'elenco del D.M. 4 maggio 1999: non opera l'inversione dell'onere della prova dell'art. 2, comma 2-bis del TUIR. Restano i criteri ordinari dell'art. 2, riscritto dal 2024: si veda i criteri della residenza fiscale italiana.

3. Il soggiorno

  • Per chi lavora a distanza esiste dal 2024 un visto quinquennale dedicato: si veda il visto thailandese per nomadi digitali.
  • Per chi ha più di cinquant'anni esiste il visto di pensionamento, con requisiti finanziari e assicurativi.
  • Esiste un programma di soggiorno di lungo periodo a pagamento, rivolto a chi vuole un titolo pluriennale senza requisiti di lavoro o di età.
  • Il lavoro alle dipendenze di un datore thailandese richiede permesso di lavoro e comporta quote di personale locale a carico del datore; numerose professioni sono riservate ai cittadini thailandesi, e l'elenco è più lungo di quanto si immagini.

4. La casa, e ciò che non si può comprare

Lo straniero non può possedere terra in Thailandia. Può acquistare un appartamento in condominio, entro il limite del 49% della superficie dell'edificio riservata alla proprietà straniera. Le costruzioni giuridiche che circolano per aggirare il divieto — società thailandese con prestanome, usufrutti trentennali, intestazione al coniuge — sono di solidità molto variabile e alcune sono apertamente illegittime. È l'area in cui gli italiani perdono più denaro in Thailandia, e va affrontata con un legale indipendente da chi vende.

5. La previdenza e la sanità

  • Non esiste convenzione di sicurezza sociale fra Italia e Thailandia, che non compare nell'elenco degli Stati extra UE convenzionati tenuto dall'INPS: nessuna totalizzazione. Per chi è inviato da un datore italiano vale la copertura del D.L. 317/1987 convertito dalla legge 398/1987.
  • La sanità privata thailandese è di buon livello e a costi molto inferiori a quelli europei: è una delle ragioni pratiche del trasferimento. L'assicurazione privata è comunque necessaria, e per alcune categorie di visto è obbligatoria. Le polizze sottoscritte in età avanzata, o dopo una diagnosi, diventano care o indisponibili: va stipulata prima. Si veda l'assicurazione sanitaria internazionale.

6. Il saldo netto

Conviene a chi ha reddito estero e un costo della vita da abbattere, purché abbia capito la regola sulle rimesse; a chi cerca clima, sanità privata accessibile e una comunità italiana già strutturata.

Non conviene a chi conta ancora sulla regola dell'anno successivo, abolita nel 2024; a chi immagina di comprare terra; a chi pensa di poter lavorare liberamente sul mercato locale, che è protetto; e a chi rinvia l'assicurazione sanitaria.

Fonti.
  • Istruzione dipartimentale Paw. 161/2566 del 15 settembre 2023, che assoggetta a imposta i redditi di fonte estera dei residenti fiscali thailandesi al momento dell'introduzione in Thailandia, indipendentemente dall'anno di produzione, per le somme introdotte dal 1° gennaio 2024; istruzione Paw. 162/2566, che esclude i redditi esteri prodotti prima del 1° gennaio 2024.
  • Proposta di decreto reale del 2025 sull'esenzione dei redditi esteri rimessi entro due anni d'imposta: allo stato di bozza, subordinata all'approvazione del Consiglio dei ministri e all'esame del Consiglio di Stato, iter sospeso.
  • Convenzione fra Italia e Thailandia per evitare le doppie imposizioni, fatta a Bangkok il 22 dicembre 1977, ratificata con legge 2 aprile 1980, n. 202, in vigore dal 31 maggio 1980.
  • D.M. 4 maggio 1999, il cui elenco non comprende la Thailandia.
  • INPS, elenco degli Stati extra UE convenzionati con l'Italia, che non comprende la Thailandia; D.L. 317/1987 convertito dalla legge 398/1987.
  • Divieto di proprietà fondiaria per gli stranieri e limite del 49% della superficie condominiale destinabile a proprietà straniera.

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