Italiani in India
La comunità italiana in India è piccola, concentrata e quasi interamente professionale: si distribuisce fra i poli industriali del nord e dell'ovest, la finanza e i servizi di Mumbai e Bangalore, la rappresentanza diplomatica e culturale a Delhi, e il turismo del Kerala e di Goa. Non è una comunità di pensionati né di nomadi digitali, e le ragioni sono strutturali: il sistema dei visti non prevede vie d'ingresso per quelle categorie.
1. Dove si vive, e perché
- Delhi e la regione capitale: istituzioni, camere di commercio, scuole internazionali, industria della regione. È il polo con più servizi per stranieri e con la peggiore qualità dell'aria.
- Mumbai: finanza, moda, lusso, media. La città più cara del Paese sulla casa, di gran lunga.
- Pune e Chennai: meccanica e automotive, dove si trova la maggior parte dei tecnici italiani.
- Bangalore: tecnologia, clima più mite, comunità internazionale ampia.
- Goa e Kerala: presenza legata al turismo e a soggiorni stagionali, non a residenze stabili di lavoro.
2. Le voci che determinano il bilancio
- La casa nelle zone in cui gli stranieri vivono è cara in rapporto al resto del Paese: il divario fra il costo generale della vita, molto basso, e quello dell'abitazione in area internazionale è il dato che sorprende chi arriva.
- La scuola internazionale è la voce dominante per chi ha figli, con rette e liste d'attesa comparabili a quelle delle altre capitali asiatiche.
- La sanità privata è di livello elevato nelle grandi città e a costi molto inferiori a quelli europei: è uno dei punti di forza del Paese. L'assicurazione internazionale resta necessaria, con copertura esplicita per l'evacuazione sanitaria.
- Il personale domestico è accessibile ed è la norma per i nuclei espatriati.
- La qualità dell'aria nelle pianure del nord, nei mesi invernali, è un problema sanitario documentato e non un dettaglio di comfort: per chi ha bambini piccoli o patologie respiratorie è un criterio di scelta della città, non un inconveniente.
3. Comprare casa: i limiti
Lo straniero non residente non può acquistare liberamente immobili in India, e in nessun caso può acquistare terreni agricoli, piantagioni o case coloniche. La possibilità di acquistare immobili residenziali o commerciali è riservata a chi ha determinati status di residenza o legami di origine indiana, secondo la disciplina valutaria. Le operazioni sono soggette a controlli sui movimenti di capitale in entrata e in uscita: il rimpatrio del ricavato di una futura vendita è soggetto a limiti e procedure, ed è la parte che va verificata prima dell'acquisto, non al momento di vendere.
4. La carta per chi ha legami familiari indiani
Chi è coniuge di cittadino indiano, o discendente di cittadini indiani, può accedere allo status di cittadino d'oltremare: un titolo a vita che consente ingressi illimitati, soggiorno senza obbligo di registrazione e la maggior parte dei diritti civili ed economici, con esclusione dei diritti politici, dell'accesso agli impieghi pubblici e dell'acquisto di terreni agricoli. Per un italiano sposato con una cittadina o un cittadino indiano è, di gran lunga, la via migliore: elimina il problema del visto e la sua dipendenza dal datore di lavoro. Requisiti e termini vanno verificati presso la rappresentanza indiana, perché le condizioni sono state modificate nel tempo.
5. La vita quotidiana
- La lingua non è, per una volta, la barriera principale: l'inglese è lingua ufficiale dell'amministrazione e degli affari, e consente di vivere e lavorare.
- La burocrazia lo è: registrazioni, permessi, adempimenti locali richiedono tempo e assistenza, e le regole variano fra Stati.
- Le distanze e la mobilità incidono sulla giornata più di quanto si preveda: nelle grandi città il tempo di spostamento è un fattore da considerare nella scelta della casa rispetto all'ufficio e alla scuola.
- La rete italiana — camere di commercio, istituti di cultura, associazioni professionali — è piccola ma attiva, ed è la via più efficace sia per il lavoro sia per l'inserimento.
6. Il saldo netto
Conviene a chi ha un incarico o un progetto industriale con un pacchetto che copra casa, scuola e sanità; a chi è legato all'India da vincoli familiari e può accedere allo status di cittadino d'oltremare; a chi vede il Paese come un mercato, non come un rifugio.
Non conviene a chi cerca una destinazione di pensionamento o un visto per lavoro a distanza, che non esistono; a chi immagina di comprare casa senza avere verificato la disciplina valutaria; e a chi sceglie la città senza considerare aria, scuola e tempi di spostamento, che qui pesano più delle imposte.
- Disciplina valutaria indiana in materia di acquisto di immobili da parte di soggetti non residenti, con divieto di acquisto di terreni agricoli, piantagioni e case coloniche e con limiti al rimpatrio dei proventi.
- Status di cittadino d'oltremare dell'India: presupposti di accesso, diritti riconosciuti ed esclusioni, da verificare presso la rappresentanza indiana, essendo le condizioni state modificate nel tempo.
- Per visti, soglie retributive e obblighi di registrazione, si veda lavorare in India.