Asia

Espatriare in Vietnam

Ultimo controllo dei dati: agosto 2026

Il Vietnam è la destinazione del Sud-est asiatico con la crescita industriale più rapida, e quella dove la presenza di imprese italiane — calzatura, meccanica, tessile, agroalimentare — genera più occasioni di lavoro vero, non di semplice trasferimento di stile di vita. È anche il Paese dell'area con la disciplina fiscale meno indulgente verso i residenti: chi diventa residente fiscale vietnamita è tassato sul reddito mondiale, senza il meccanismo delle rimesse che rende più permissive Thailandia e Malaysia.

1. La residenza fiscale, che si acquista facilmente

  • È residente fiscale chi soggiorna in Vietnam 183 giorni o più, calcolati sull'anno solare oppure su dodici mesi consecutivi dalla data di arrivo: è un criterio più largo di quello di quasi tutti gli altri Paesi, perché impedisce di spezzare la presenza a cavallo di due anni.
  • È residente anche chi ha in Vietnam una residenza permanente, ivi compresa una casa presa in locazione con contratto a termine: il solo contratto di affitto può quindi determinare lo status.
  • Il residente è tassato sul reddito mondiale con aliquote progressive fino al 35%. Dal 1° gennaio 2026 gli scaglioni sono stati ridotti da sette a cinque.
  • Il non residente è tassato con aliquota fissa del 20% sui redditi di lavoro di fonte vietnamita, senza deduzioni.

‼️ Per chi lavora a distanza il Vietnam è la scelta meno conveniente dell'area. Non c'è la regola delle rimesse thailandese, non c'è l'esenzione malese sui redditi esteri, non c'è il regime quadriennale indonesiano: superata la soglia, il reddito prodotto ovunque nel mondo entra nella base imponibile vietnamita. Chi sceglie il Vietnam per il costo della vita deve farlo sapendo che il risparmio è sul costo, non sull'imposta.

2. Il rapporto con l'Italia

Fra i due Paesi è in vigore la convenzione firmata a Hanoi il 26 novembre 1996, ratificata con legge 15 dicembre 1998, n. 474, in vigore dal 22 febbraio 1999.

Il Vietnam non figura nell'elenco del D.M. 4 maggio 1999: non opera l'inversione dell'onere della prova dell'art. 2, comma 2-bis del TUIR. Non esiste convenzione di sicurezza sociale: il Vietnam non compare nell'elenco degli Stati extra UE convenzionati tenuto dall'INPS, e non c'è totalizzazione.

3. Lavorare

  • Il permesso di lavoro è richiesto per la generalità dei rapporti, con esenzioni limitate e da documentare; è legato al datore e alla posizione, e la pratica è di competenza delle autorità provinciali, con differenze applicative sensibili fra province.
  • Il datore deve motivare il ricorso a un lavoratore straniero: la posizione va giustificata come non coperta dal mercato locale.
  • I settori con domanda di professionalità italiane sono la manifattura leggera e la sua catena di fornitura, la meccanica, l'energia, l'alimentare e l'ospitalità di fascia alta.
  • Il visto elettronico consente soggiorni brevi a ingressi multipli, ma non consente di lavorare: è la confusione più comune fra chi arriva.

4. La casa

Lo straniero non può possedere terra: la terra è di proprietà pubblica e si detengono diritti d'uso. Lo straniero può acquistare unità immobiliari in edifici, entro quote massime per edificio e per area, con titoli di durata determinata e rinnovabile. Come in Thailandia e in Indonesia, le costruzioni per aggirare i limiti — intestazioni a cittadini vietnamiti, società veicolo — espongono a rischi che vanno valutati con un legale indipendente dal venditore.

5. Vivere in Vietnam

  • Il costo della vita è fra i più bassi della regione, con differenze forti fra Hanoi, Ho Chi Minh e le città secondarie.
  • La sanità pubblica è disomogenea; gli stranieri usano il privato internazionale, con assicurazione, e per i casi complessi si guarda a Bangkok o Singapore.
  • La lingua è una barriera reale fuori dai contesti aziendali internazionali.
  • La qualità dell'aria nelle grandi città è, in determinati periodi, un problema sanitario serio: è un fattore da considerare per chi ha figli piccoli o patologie respiratorie.
  • Le infrastrutture migliorano rapidamente, e la connettività è buona.

6. Il saldo netto

Conviene a tecnici, quadri e imprenditori inseriti nella manifattura e nelle catene di fornitura, dove la domanda è reale e le retribuzioni per gli espatriati competitive; a chi ha un progetto industriale, non solo di stile di vita.

Non conviene a chi lavora a distanza e cerca un vantaggio fiscale: qui la residenza porta la tassazione mondiale, e si acquista con più facilità che altrove per via del criterio dei dodici mesi mobili e del contratto di locazione.

Fonti.
  • Residenza fiscale vietnamita: presenza di 183 giorni o più nell'anno solare o in dodici mesi consecutivi dalla data di arrivo, oppure residenza permanente compresa la casa presa in locazione con contratto a termine; tassazione del residente sul reddito mondiale con aliquote progressive fino al 35%, con riduzione degli scaglioni da sette a cinque dal 1° gennaio 2026; aliquota fissa del 20% per i non residenti sui redditi di lavoro di fonte vietnamita.
  • Convenzione fra Italia e Vietnam fatta a Hanoi il 26 novembre 1996, ratificata con legge 15 dicembre 1998, n. 474, in vigore dal 22 febbraio 1999.
  • D.M. 4 maggio 1999, il cui elenco non comprende il Vietnam; INPS, elenco degli Stati extra UE convenzionati, che non lo comprende.
  • Disciplina vietnamita della proprietà fondiaria, che riserva la terra alla proprietà pubblica e ammette per gli stranieri l'acquisto di unità immobiliari entro quote e per durata determinata.

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