Il visto thailandese per nomadi digitali
Dal 2024 la Thailandia ha un visto pensato per chi lavora a distanza: la Destination Thailand Visa, quinquennale, a ingressi multipli, con centottanta giorni per ingresso. È uno dei titoli più generosi in circolazione, e proprio per questo contiene la trappola più comune di tutta la categoria: la durata che il visto consente porta dritti dentro la residenza fiscale thailandese, che si acquista a 180 giorni. Chi lo usa per quello che promette diventa contribuente in Thailandia.
1. Che cosa dà
- Validità cinque anni, ingressi multipli.
- 180 giorni per ingresso, prorogabili una volta per ingresso di altri 180 giorni presso l'ufficio immigrazione, con un diritto di 1.900 baht.
- Consente di portare con sé coniuge e figli a carico.
2. Chi può chiederlo
- Età minima 20 anni, e occorre trovarsi fuori dalla Thailandia al momento della domanda: il sistema di visto elettronico verifica la posizione di connessione, e le domande presentate dall'interno vengono respinte.
- Disponibilità finanziaria di almeno 500.000 baht o equivalente in valuta estera — non è necessario detenere baht — con saldo mantenuto nei mesi precedenti secondo quanto richiesto dalla sede consolare.
- Due percorsi: il lavoro a distanza, che richiede contratto o attestazione di un datore estero, lettera che confermi la modalità remota e la retribuzione, e alcuni mesi di buste paga o estratti conto; e le attività culturali e sportive, fondate sull'iscrizione a programmi riconosciuti.
- Diritto di rilascio: 10.000 baht.
Come è cambiata la prassi. Rispetto al lancio, l'esame delle domande si è fatto più severo: sono aumentati i dinieghi per i lavoratori autonomi con documentazione generica e per le domande fondate su programmi di attività non riconosciuti o troppo brevi, e la disponibilità finanziaria viene verificata sulla continuità del saldo, non su un'istantanea. È un titolo che va preparato con documenti veri e per tempo, non improvvisato.
3. La trappola fiscale
‼️ Il visto autorizza 180 giorni per ingresso; la residenza fiscale thailandese scatta a 180 giorni nell'anno solare. Due ingressi in un anno, o un ingresso prorogato, superano largamente la soglia. Chi diventa residente fiscale in Thailandia rientra nella regola sulle rimesse introdotta nel 2024: il reddito estero diventa imponibile quando viene portato in Thailandia, a prescindere dall'anno in cui è stato prodotto. Per un lavoratore a distanza, che per definizione vive del denaro che si fa mandare, questo significa che la retribuzione trasferita sul conto thailandese è imponibile in Thailandia. Si veda espatriare in Thailandia.
La conseguenza pratica è che il visto va pianificato insieme alla posizione fiscale, e non prima di essa. Due sono le impostazioni coerenti: restare sotto i 180 giorni l'anno, e allora la Thailandia non tassa ma occorre avere una residenza fiscale altrove che regga; oppure diventare residente fiscale thailandese in modo consapevole, dichiarando le rimesse e usando la convenzione per evitare la doppia imposizione.
4. Il lato italiano
Il visto non produce alcun effetto sulla residenza fiscale italiana. Dal 2024 l'art. 2 del TUIR prevede quattro criteri alternativi, fra cui la presenza fisica in Italia: chi alterna periodi in Thailandia e periodi in Italia deve contare i giorni in entrambe le direzioni, perché è perfettamente possibile non essere residente in Thailandia e restare residente in Italia — l'esito peggiore. Si vedano il conteggio dei giorni e il problema fiscale dei visti per nomadi digitali.
5. Che cosa non consente
- Non consente di lavorare per il mercato thailandese: è un titolo per chi produce reddito all'estero. L'attività per clienti o datori thailandesi richiede un permesso di lavoro, e numerose professioni sono riservate ai cittadini.
- Non è un percorso verso la residenza permanente né verso la cittadinanza.
- Non comporta copertura sanitaria: l'assicurazione va stipulata a parte.
- Destination Thailand Visa: validità quinquennale a ingressi multipli, 180 giorni per ingresso prorogabili una volta di altri 180 giorni presso l'ufficio immigrazione con diritto di 1.900 baht; età minima di 20 anni; presentazione della domanda dall'estero; disponibilità di almeno 500.000 baht o equivalente; diritto di rilascio di 10.000 baht; percorsi per lavoro a distanza e per attività culturali e sportive.
- Residenza fiscale thailandese al superamento di 180 giorni nell'anno solare; istruzioni dipartimentali Paw. 161/2566 e Paw. 162/2566 sulla tassazione dei redditi esteri introdotti in Thailandia.
- D.P.R. 917/1986 (TUIR), art. 2, come modificato dal D.Lgs. 27 dicembre 2023, n. 209, con effetto dal 1° gennaio 2024.