Espatriare a Taiwan
Taiwan è la destinazione asiatica che gli italiani conoscono meno e che offre, a chi ci arriva, la combinazione più insolita: costo della vita moderato, sanità pubblica eccellente, sicurezza, un permesso di soggiorno — la gold card — che non richiede un datore di lavoro, e un'agevolazione fiscale quinquennale per i professionisti stranieri. Ha in compenso due particolarità giuridiche che non si incontrano altrove: è nell'elenco italiano dei Paesi a fiscalità privilegiata del 1999, e non esiste una convenzione contro le doppie imposizioni, perché l'Italia non riconosce Taiwan come Stato.
La presunzione, in concreto. Taiwan figura nell'elenco del D.M. 4 maggio 1999. Il cittadino italiano cancellato dall'anagrafe ed emigrato a Taiwan si presume ancora residente in Italia, salvo prova contraria (art. 2, comma 2-bis del TUIR). L'onere della prova è invertito: si vedano Paesi in black list e inversione dell'onere della prova e come provare il trasferimento all'estero.
1. Il rapporto fiscale con l'Italia: non un trattato
Poiché il territorio di Taiwan non gode di riconoscimento diplomatico da parte dell'Italia come entità statale autonoma, non è stata stipulata alcuna convenzione contro le doppie imposizioni. Il vuoto è stato colmato per via interna: la legge 62/2015 disciplina i rapporti fiscali fra l'Italia e il territorio di Taiwan in materia di imposte sui redditi ed è efficace dal 1° gennaio 2016. È uno strumento che produce effetti sostanzialmente analoghi a quelli di una convenzione, ma che non ha natura giuridica di trattato.
La distinzione non è accademica. Chi ragiona su Taiwan applicando gli automatismi convenzionali — il funzionamento delle regole di tie-breaker, la procedura amichevole, lo scambio di informazioni nella forma tipica dei trattati — deve verificare che cosa la legge 62/2015 effettivamente preveda, anziché presumerlo. È il primo punto da far esaminare a un professionista.
2. Il permesso: la gold card
- È un titolo combinato che riunisce permesso di lavoro, visto, soggiorno e reingresso, e ha la caratteristica rara di non essere legato a un datore: si può lavorare, cambiare lavoro o lavorare in proprio.
- La via di accesso più usata dai professionisti è quella del reddito: una retribuzione media mensile di almeno 160.000 dollari taiwanesi al lordo, calcolata dividendo per dodici l'ultima dichiarazione annuale. Il reddito può provenire da qualunque Paese, purché risulti da un documento fiscale ufficiale — ed è ciò che la rende accessibile a chi lavora a distanza per clienti esteri.
- Esistono altre vie fondate su qualifiche riconosciute in settori determinati.
3. L'agevolazione fiscale per i professionisti stranieri
Chi ottiene la gold card o il permesso di lavoro per professionisti stranieri specializzati può accedere, ricorrendone le condizioni, a un regime quinquennale:
- per cinque anni a decorrere dall'anno d'imposta in cui si soddisfano per la prima volta le condizioni, e limitatamente agli anni in cui si risiede nel territorio per 183 giorni interi, è esclusa dall'imponibile la metà del reddito di lavoro eccedente 3 milioni di dollari taiwanesi;
- negli stessi anni, determinati redditi di fonte estera sono esclusi dal computo del reddito base ai fini dell'imposta minima alternativa.
Le condizioni di accesso sono restrittive e vanno verificate prima: occorre essere stati autorizzati a risiedere a Taiwan per motivi di lavoro per la prima volta, svolgere l'attività professionale corrispondente alla specializzazione riconosciuta, e non avere avuto registrazione anagrafica a Taiwan né essere stati residenti fiscali taiwanesi nei cinque anni precedenti.
Perché conta l'imposta minima alternativa. Taiwan tassa in via ordinaria il reddito di fonte interna, ma i redditi esteri rientrano nel calcolo di un'imposta minima quando superano determinate soglie. Chi si trasferisce con redditi esteri significativi non deve quindi fermarsi alla constatazione che «Taiwan non tassa il reddito estero»: deve verificare la propria posizione rispetto a quel meccanismo, dove l'esclusione prevista dal regime per i professionisti stranieri produce il suo effetto più rilevante.
4. La previdenza
Non esiste convenzione di sicurezza sociale fra Italia e Taiwan, che non compare nell'elenco degli Stati extra UE convenzionati tenuto dall'INPS: nessuna totalizzazione. L'assicurazione sanitaria nazionale taiwanese è invece obbligatoria per i residenti, stranieri compresi, ed è uno dei sistemi più efficienti e meno costosi al mondo: è, per molti, la ragione pratica più forte per restare.
5. Vivere a Taiwan
- Il costo della vita è nettamente inferiore a quello di Singapore, Hong Kong, Tokyo e Seul, con affitti accessibili anche a Taipei rispetto alle altre capitali dell'area.
- La sanità nazionale è di qualità elevata e a costo contenuto: è il punto in cui Taiwan batte tutte le destinazioni asiatiche trattate in queste pagine.
- La lingua: il mandarino è necessario per la vita quotidiana fuori dai contesti internazionali; l'inglese è meno diffuso che a Singapore o Hong Kong.
- Il rischio geopolitico è un fattore reale e va valutato per quello che è: incide sull'orizzonte temporale della scelta, sulla portabilità del patrimonio e sulla pianificazione familiare. Non va né ignorato né trattato come un'obiezione che esaurisce il discorso.
- Clima subtropicale, con tifoni e terremoti: gli standard costruttivi sono elevati, ma è un elemento della vita quotidiana.
6. Il saldo netto
Conviene a chi lavora a distanza con reddito estero e cerca un permesso non legato a un datore; a chi vuole qualità della vita e sanità di livello europeo a costi asiatici; ai professionisti dell'elettronica e dei semiconduttori.
Non conviene a chi ha bisogno della certezza applicativa di un trattato — qui non c'è, c'è una legge interna; a chi non ha valutato l'orizzonte geopolitico; e a chi sottovaluta che Taiwan è in elenco dal 1999, con onere della prova a proprio carico.
- D.P.R. 917/1986 (TUIR), art. 2, comma 2-bis, e D.M. 4 maggio 1999, che include Taiwan (Chunghua MinKuo).
- Legge 62/2015, che disciplina i rapporti fiscali fra Italia e territorio di Taiwan in materia di imposte sui redditi, efficace dal 1° gennaio 2016, in assenza di una convenzione, non essendo Taiwan riconosciuto dall'Italia come Stato autonomo.
- Ministero delle finanze della Repubblica di Cina (Taiwan) e amministrazione fiscale nazionale: riduzione ed esenzione dell'imposta sul reddito per i professionisti stranieri specializzati, con esclusione della metà del reddito di lavoro eccedente 3 milioni di dollari taiwanesi per cinque anni negli anni di residenza di 183 giorni interi, ed esclusione di determinati redditi esteri dal reddito base ai fini dell'imposta minima; requisiti di prima autorizzazione al soggiorno per lavoro e di assenza di registrazione anagrafica e di residenza fiscale taiwanese nei cinque anni precedenti.
- Requisito reddituale della gold card: retribuzione media mensile di almeno 160.000 dollari taiwanesi al lordo, documentata dalla dichiarazione fiscale annuale.
- INPS, elenco degli Stati extra UE convenzionati con l'Italia, che non comprende Taiwan.