Asia

Espatriare in Corea del Sud

Ultimo controllo dei dati: agosto 2026

La Corea del Sud è passata in una generazione da Paese di emigrazione a destinazione di lavoro qualificato, e per un italiano è oggi il mercato asiatico più dinamico dopo il Giappone: industria pesante, elettronica, automotive, cantieristica, biotecnologie, cosmetica e un'industria culturale che esporta in tutto il mondo. È anche uno dei Paesi con la pressione fiscale sui redditi alti più simile a quella europea — non ci si va per risparmiare imposte — e con una convenzione previdenziale italiana che, letta bene, copre molto meno di quanto si creda.

1. Il titolo di soggiorno

  • La via ordinaria per il professionista è il permesso per attività determinata, sponsorizzato dal datore di lavoro e legato a una mansione qualificata.
  • Esiste un permesso per chi investe e avvia un'impresa, con soglie di capitale.
  • Esiste una residenza a punti che, dopo alcuni anni di soggiorno qualificato, consente di svincolarsi dal datore di lavoro: è la soglia che cambia davvero la posizione di uno straniero, e va messa a obiettivo fin dall'inizio.
  • La residenza permanente è possibile dopo un periodo prolungato; la naturalizzazione è più selettiva e comporta requisiti linguistici e di integrazione.

2. Il fisco

  • L'imposta nazionale sul reddito è progressiva dal 6% al 45%, cui si aggiunge un'imposta locale pari al 10% dell'imposta nazionale: l'aliquota marginale complessiva arriva quindi a circa il 49,5%. Sui redditi alti il carico è pienamente europeo.
  • Per i lavoratori stranieri esiste la possibilità di optare per un'aliquota unica in alternativa alle aliquote progressive. È conveniente solo sopra una certa soglia di reddito, perché comporta la rinuncia a deduzioni e detrazioni; l'aliquota, la durata dell'opzione e il termine entro cui occorre iniziare l'attività sono fissati da norme che sono state prorogate più volte, e vanno verificati all'anno di ingresso presso l'amministrazione fiscale coreana. È il calcolo da far fare a un professionista locale prima del primo cedolino, non dopo.
  • La Corea ha un'imposta di successione con aliquote fra le più elevate dell'area OCSE: chi ha patrimonio familiare rilevante deve considerarla in anticipo, come per il Giappone.

Fra i due Paesi è in vigore la convenzione firmata a Seul il 10 gennaio 1989, ratificata con legge 10 febbraio 1992, n. 199, in vigore dal 14 luglio 1992.

La Corea del Sud non figura nell'elenco del D.M. 4 maggio 1999: non opera l'inversione dell'onere della prova dell'art. 2, comma 2-bis del TUIR.

3. La previdenza: leggere bene l'accordo

‼️ L'accordo con la Corea vale solo per il distacco. Nell'elenco degli Stati extra UE convenzionati tenuto dall'INPS la Repubblica di Corea compare con l'annotazione «solo distacco»: l'intesa evita la doppia contribuzione per il lavoratore inviato temporaneamente da un datore dell'altro Stato, ma non consente di totalizzare i periodi assicurativi ai fini pensionistici. Per chi è assunto localmente da un'impresa coreana il risultato è lo stesso del Giappone: anni che non si sommano. Si veda la mappa delle convenzioni di sicurezza sociale.

Il sistema coreano prevede però, per gli stranieri di alcune nazionalità che lasciano il Paese, un rimborso dei contributi versati al fondo pensione nazionale: è una somma da verificare e da chiedere alla partenza.

4. Vivere in Corea

  • La lingua è indispensabile fuori dalle multinazionali: l'inglese è meno diffuso di quanto la proiezione culturale del Paese lasci immaginare.
  • La casa si affitta con formule peculiari, fra cui quella basata su un deposito cauzionale molto elevato in luogo del canone: è un meccanismo che immobilizza liquidità ingente e che va compreso — e valutato nei suoi rischi — prima di firmare.
  • La sanità è pubblica, universale e obbligatoria per i residenti, con compartecipazione e buona qualità.
  • Il lavoro ha orari lunghi e gerarchie marcate nelle imprese tradizionali; le differenze con le sedi di gruppi internazionali sono forti.
  • La scuola pubblica è competitiva in modo estremo e interamente in coreano; l'offerta internazionale è cara e con liste d'attesa.
  • Il costo della vita a Seul è alto sulla casa e sugli alimentari, contenuto su trasporti e servizi.

5. Il saldo netto

Conviene a ingegneri, tecnici e ricercatori nei settori forti dell'industria coreana; a chi lavora per gruppi internazionali con sede regionale; a chi punta alla residenza a punti per svincolarsi dal datore.

Non conviene a chi cerca un vantaggio fiscale — non c'è, salvo il calcolo dell'opzione ad aliquota unica per i redditi alti; a chi non intende studiare la lingua; e a chi conta di sommare gli anni coreani alla pensione italiana, perché l'accordo non lo consente.

Fonti.
  • Convenzione fra Italia e Corea del Sud per evitare le doppie imposizioni, fatta a Seul il 10 gennaio 1989, ratificata con legge 10 febbraio 1992, n. 199, in vigore dal 14 luglio 1992.
  • D.M. 4 maggio 1999, il cui elenco non comprende la Corea del Sud.
  • INPS, elenco degli Stati extra UE convenzionati con l'Italia, in cui la Repubblica di Corea figura con applicazione limitata al distacco.
  • Aliquote progressive dal 6% al 45% dell'imposta nazionale sul reddito e imposta locale pari al 10% dell'imposta nazionale.
  • Per l'opzione ad aliquota unica riservata ai lavoratori stranieri — misura, durata e termini, più volte prorogati — e per il rimborso dei contributi alla partenza: amministrazione fiscale ed ente previdenziale coreani.

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