Nord America

Trasferirsi negli Stati Uniti: guida completa

Ultimo controllo dei dati: agosto 2026

Questa pagina non elenca i visti — lo fa la pagina apposita — ma mette in fila le operazioni, nell'ordine in cui vanno fatte. È l'ordine che decide se un trasferimento negli Stati Uniti funziona: sbagliarlo significa arrivare senza numero di previdenza sociale, senza storia creditizia, senza copertura sanitaria e senza poter aprire un conto, cioè bloccati.

1. Prima della partenza

  1. Individuare la categoria. Tutto discende da qui. Chi non ha una categoria non ha un progetto: ha un desiderio.
  2. Verificare l'intento. Alcuni visti ammettono di coltivare l'intenzione di restare stabilmente (L-1, H-1B, O-1 in via di fatto), altri la escludono (E-2, B, F). Chiedere una green card mentre si è in uno status che esclude quell'intenzione crea un problema serio.
  3. Preparare la petizione o la domanda. A seconda della categoria, il datore o l'impresa presenta una petizione all'agenzia per l'immigrazione, oppure la domanda si presenta direttamente al consolato. I tempi variano da settimane a molti mesi.
  4. Colloquio consolare presso l'ambasciata o il consolato competente, con la documentazione richiesta per quella categoria. Alle tariffe consolari si aggiunge, per i visti non immigranti, un onere introdotto dalla legge di bilancio del luglio 2025: va verificato l'importo applicabile al momento della domanda.
  5. Sanità. Verificare che cosa copre il datore dal primo giorno, e con quali franchigie. Chi non ha copertura aziendale deve avere una polizza attiva all'arrivo, non «appena possibile».
  6. Documenti da portare, tutti in originale e con traduzione asseverata quando serve: atti di nascita e di matrimonio, titoli di studio, casellario, cartelle cliniche e vaccinazioni dei figli (senza le quali non si iscrivono a scuola), patente, attestazioni bancarie e di rapporto di lavoro. Si veda procura consolare e apostille.

2. Il primo mese: la sequenza che non va invertita

  1. Ingresso. All'arrivo si riceve il record elettronico di ammissione: va scaricato e conservato, perché è il documento che attesta lo status e la data di scadenza — non il visto sul passaporto, che è solo il titolo di viaggio.
  2. Numero di previdenza sociale (SSN). È la chiave di tutto: stipendio, conto, credito, patente in molti Stati. Si richiede appena si è nel sistema, di norma alcuni giorni dopo l'ingresso.
  3. Conto bancario. Con passaporto, indirizzo e — quasi sempre — SSN.
  4. Patente. La conversione non esiste: si sostiene l'esame secondo le regole dello Stato, entro un termine dall'arrivo. La patente statale è anche il documento d'identità d'uso corrente. Fino ad allora servono patente italiana e permesso internazionale: si veda patente e auto negli Stati Uniti.
  5. Casa. Il locatore chiede storia creditizia e referenze, che chi arriva non ha: si risolve con più mensilità anticipate, una garanzia o un garante. Va messo in bilancio.
  6. Storia creditizia. Va costruita da zero, con una carta garantita o una carta del datore. Senza, si pagano di più affitto, assicurazioni e mutuo per anni.
  7. Scuola dei figli. L'iscrizione dipende dall'indirizzo: si sceglie il distretto scolastico prima di scegliere la casa, non dopo.

3. Il conto economico, per intero

  • Tariffe di petizione e consolari, per ciascun familiare;
  • assicurazione sanitaria: premio, franchigia e quote a carico — l'importo che conta è il massimo esborso annuo, non il premio;
  • caparre e mensilità anticipate per la casa;
  • automobile e assicurazione, che per chi non ha storia locale è cara;
  • arredamento e primo impianto, perché le locazioni sono di norma vuote;
  • consulenza professionale, che su queste pratiche non è un lusso.

4. Fisco: le tre cose da impostare subito

  1. Capire quando si diventa residenti fiscali statunitensi — per status, se green card; per presenza, con il substantial presence test — e quando si cessa di esserlo in Italia, secondo i criteri riscritti dal 2024. L'anno del trasferimento è quasi sempre l'anno più complicato.
  2. Mappare i redditi che restano di fonte italiana: immobili, canoni, pensioni, partecipazioni. Si veda gestire un immobile italiano da non residente.
  3. Sistemare la posizione contributiva prima di partire, valutando distacco e certificazione di copertura in forza dell'accordo di sicurezza sociale: si vedano previdenza Italia-Stati Uniti e contributi INPS e lavoro all'estero.

5. Adempimenti italiani da non dimenticare

  • Iscrizione all'AIRE entro novanta giorni: da essa dipendono voto, documenti e rapporti con l'amministrazione italiana.
  • Comunicazione alla banca italiana del cambio di residenza, e verifica del trattamento del rapporto per un soggetto non residente.
  • Deleghe e procure per gestire in Italia ciò che resta: si veda SPID e PEC da residente all'estero.
  • Decisione su casa, auto e utenze italiane: si veda cosa vendere, affittare o lasciare.

6. Gli errori più costosi

  1. Entrare con l'ESTA per «iniziare» e sistemare dopo. Non funziona, e compromette le domande successive.
  2. Scegliere la casa prima del distretto scolastico quando si hanno figli.
  3. Sottovalutare la franchigia sanitaria: essere assicurati non significa essere coperti.
  4. Rinviare la costruzione della storia creditizia, che richiede mesi e condiziona tutto.
  5. Dimenticare l'AIRE, con le conseguenze descritte in iscrizione tardiva all'AIRE.
  6. Non pianificare l'uscita. Chi ottiene la green card resta tassato sul reddito mondiale finché non la abbandona formalmente, e l'abbandono ha regole e possibili conseguenze fiscali proprie: va conosciuto prima di iniziare.
Fonti.
  • U.S. Citizenship and Immigration Services e Department of State, per la procedura di petizione, la domanda di visto e la documentazione per categoria.
  • Social Security Administration, per il rilascio del numero di previdenza sociale ai titolari di status di lavoro.
  • Legge di bilancio statunitense del luglio 2025, per gli oneri aggiuntivi sui visti non immigranti.
  • Internal Revenue Code, per il substantial presence test e per la tassazione dei titolari di green card.
  • Accordo di sicurezza sociale fra Italia e Stati Uniti.

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