Confronti e classifiche

I Paesi con la tassazione più bassa per un italiano, e quali sono trappole

Ultimo controllo dei dati: agosto 2026

«I Paesi con le tasse più basse» è la ricerca più frequente e la classifica meno utile che esista, perché mette sullo stesso piano cose che per un italiano funzionano in modo opposto. Un Paese senza imposta sul reddito che sia nell'elenco del 1999 è più rischioso di un Paese con imposta al 25% che non ci sia. Un regime che esenta i redditi esteri non serve a chi produce reddito localmente. E quasi tutte queste posizioni presuppongono di vivere davvero dove si dice di vivere.

1. Le quattro famiglie, che non vanno confuse

  • Nessuna imposta sul reddito delle persone fisiche — Emirati Arabi Uniti, Qatar, Arabia Saudita, Bahrein, Oman, Kuwait, Monaco e alcuni micro-Stati e territori caraibici. Il vantaggio è pieno, ma dipende interamente dall'effettività del trasferimento.
  • Tassazione territoriale — si tassa solo il reddito di fonte interna: Hong Kong, Singapore (per le persone fisiche, sui redditi esteri), Malesia, Panama, Costa Rica, Paraguay, Georgia. È la famiglia che serve a chi ha reddito estero e nessuna attività locale.
  • Regimi temporanei per i nuovi residenti — Grecia (7% su tutto il reddito estero per quindici anni), Cipro e Malta (non-dom), Irlanda (base di rimessa, senza canone né limite di durata), Israele (dieci anni sui redditi esteri), Nuova Zelanda (quattro anni), Australia (regime dei residenti temporanei), Indonesia (quattro anni, ma con requisiti stringenti), India (i primi anni da residente non ordinariamente residente).
  • Aliquote basse ma piene — Bulgaria, Romania, Ungheria, Estonia: si paga poco, ma su tutto. Qui il vantaggio è più piccolo e più stabile, e per i redditi alti conta più il massimale contributivo dell'aliquota.

2. Il filtro che viene prima di tutti: l'elenco del 1999

‼️ Molti dei Paesi in cima a queste classifiche sono nell'elenco del D.M. 4 maggio 1999: Emirati Arabi Uniti, Hong Kong, Singapore, Malesia, Taiwan, Macao, Bahrein, Oman, Panama, Costa Rica, Uruguay, Ecuador, Mauritius, Seychelles, Maldive, Monaco, Andorra, Gibilterra, Jersey, Guernsey, Isola di Man, Liechtenstein, Libano, Filippine, Brunei e gran parte dei Caraibi. Per chi si trasferisce lì l'onere della prova è rovesciato: si presume ancora residente in Italia salvo prova contraria. Non vi figurano invece Qatar, Arabia Saudita, Kuwait, Paraguay, Georgia, Albania, Bulgaria, Romania, Estonia, Turchia, Israele, Giappone, Corea, Cina, Thailandia, Vietnam, India, Australia, Nuova Zelanda, Marocco, Tunisia, Capo Verde, Sudafrica, Kenya, Egitto e i Paesi balcanici. A parità di risparmio fiscale, la seconda colonna costa molto meno in termini di rischio.

Fra i micro-Stati c'è un'eccezione che vale la pena conoscere: San Marino è uscito dall'elenco nel 2014 e ha una convenzione contro le doppie imposizioni con l'Italia — è il micro-Stato con il profilo di rischio più basso. Monaco, Andorra, Gibilterra, Jersey, Guernsey, Isola di Man e Liechtenstein sono invece nell'elenco e privi di convenzione con l'Italia: la combinazione peggiore.

3. Le trappole specifiche, una per una

  • Georgia. L'esenzione territoriale è vera, ma l'art. 104 del codice tributario considera di fonte georgiana il reddito da servizi prestati nel territorio, dichiarando irrilevante il luogo del pagamento: chi lavora da remoto stando a Tbilisi produce reddito georgiano, tassato. La via dello status di piccola impresa all'1% esclude per legge la consulenza.
  • Emirati. Nessuna imposta personale, ma dal 2023 c'è l'imposta sulle società e dal 2025 un'imposta minima del 15% per i grandi gruppi: la qualificazione di «giurisdizione a tassazione nulla» non regge più.
  • Thailandia. Dal 1° gennaio 2024 il reddito estero è imponibile quando entra nel Paese: la regola che rendeva conveniente la destinazione non esiste più, e la proposta che dovrebbe attenuarla è ferma allo stato di bozza.
  • Portogallo. Il regime per i residenti non abituali è chiuso ai nuovi ingressi dal 2024, e il sostitutivo non copre i pensionati.
  • Regno Unito. Il regime dei non domiciliati è abolito dal 6 aprile 2025, sostituito da un regime quadriennale che richiede dieci anni di precedente non residenza.
  • Cipro. La riforma in vigore dal 1° gennaio 2026 ha ridotto da diciassette a cinque punti il vantaggio del non-dom sui dividendi, e il contributo sanitario resta comunque dovuto.
  • Croazia. L'esenzione legata al permesso per nomadi digitali non spetta ai cittadini dell'Unione, quindi nemmeno agli italiani.
  • Albania. La «flat tax al 10%» non esiste più: la progressiva arriva al 23%.
  • Singapore e Hong Kong. Territoriali e a bassa imposta, ma entrambe nell'elenco del 1999, ed entrambe senza convenzione previdenziale con l'Italia.

4. La domanda giusta

Non è «dove si pagano meno tasse», ma «dove pago meno tasse io, con il mio tipo di reddito, e a quale costo di rischio». Le combinazioni che funzionano sono quattro:

  • Reddito estero passivo e patrimonio — regimi temporanei per nuovi residenti: Grecia, Israele, Nuova Zelanda, Irlanda, Malta, Cipro.
  • Reddito da lavoro prodotto localmente — servono aliquote basse piene o regimi per impatriati: Bulgaria, Estonia, Polonia con la ulga na powrót, i regimi impatriati di Spagna, Belgio, Lussemburgo, Danimarca, Svezia, Finlandia.
  • Reddito da lavoro a distanza per clienti esteri — la famiglia più delicata: si veda il problema fiscale del visto per nomadi digitali, perché quasi ovunque quel reddito è considerato prodotto dove si lavora, non dove sta il cliente.
  • Impresa — qui la variabile decisiva non è l'aliquota estera ma l'art. 73 del TUIR, riscritto dal 2024: una società amministrata dall'Italia è italiana. Si veda l'esterovestizione societaria.

5. Quello che nessun regime estero elimina

Finché non si è effettivamente non residenti in Italia, restano dovuti la dichiarazione dei redditi mondiali, il monitoraggio fiscale e le imposte patrimoniali sugli attivi esteri — con sanzioni aggravate se lo Stato è in elenco. E in ogni caso restano imponibili in Italia i redditi di fonte italiana e l'IMU sugli immobili. Il risparmio fiscale non si ottiene scegliendo un Paese: si ottiene trasferendovisi davvero, e potendolo provare.

Fonti.
  • D.P.R. 917/1986 (TUIR), artt. 2 e 73, come modificati dal D.Lgs. 27 dicembre 2023, n. 209; D.M. 4 maggio 1999 e successive modificazioni, fra cui l'esclusione di Cipro e Malta (D.M. 27 luglio 2010), di San Marino (D.M. 12 febbraio 2014) e della Svizzera (D.M. 20 luglio 2023, dal periodo d'imposta 2024).
  • Georgia: art. 104 del codice tributario, sulla qualificazione come di fonte georgiana del reddito da servizi prestati nel territorio.
  • Thailandia: istruzioni dipartimentali Paw. 161/2566 e Paw. 162/2566. Regno Unito: abolizione del regime dei non domiciliati dal 6 aprile 2025. Cipro: riforma in vigore dal 1° gennaio 2026. Portogallo: chiusura del regime per i residenti non abituali ai nuovi ingressi dal 1° gennaio 2024.
  • Emirati Arabi Uniti: Federal Decree-Law n. 47 of 2022 e Cabinet Decision n. 142 of 2024.

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