Espatriare a Hong Kong
Hong Kong resta, sul piano tecnico, una delle giurisdizioni più efficienti del mondo: imposte basse e territoriali, nessuna imposta sulle plusvalenze, nessuna imposta sui consumi, nessuna imposta di successione, common law, inglese, e una macchina amministrativa rapida. È anche il luogo che è cambiato di più, dal 2020, fra tutte le destinazioni trattate in questo sito — e il cambiamento riguarda il quadro giuridico e civile, non la fiscalità. Le due cose vanno valutate separatamente, ed è quello che fanno queste pagine.
Hong Kong è nell'elenco del D.M. 4 maggio 1999. Il cittadino italiano cancellato dall'anagrafe ed emigrato a Hong Kong si presume ancora residente in Italia, salvo prova contraria (art. 2, comma 2-bis del TUIR). L'onere della prova è invertito: si vedano Paesi in black list e inversione dell'onere della prova e come provare il trasferimento all'estero.
1. Il titolo di soggiorno
L'ingresso passa da un visto di lavoro sponsorizzato oppure dai programmi per talenti, fra cui il più usato è il Top Talent Pass, che ha il pregio raro di non richiedere un'offerta di lavoro: si veda il Top Talent Pass di Hong Kong. Dopo sette anni di residenza ordinaria continuativa si può chiedere il diritto di residenza permanente, che è una soglia sostanziale e non simbolica.
2. Il fisco
- Principio territoriale: è imponibile il reddito di fonte hongkonghese. I redditi prodotti fuori dal territorio, in linea generale, non lo sono.
- Imposta sui redditi da lavoro calcolata nel modo più favorevole fra due metodi: aliquote progressive dal 2% al 17% sul reddito netto imponibile, oppure aliquota standard sul reddito al netto delle sole deduzioni personali. Dall'anno d'imposta 2024/25 l'aliquota standard è a due scaglioni: 15% sui primi 5 milioni di dollari di Hong Kong e 16% sulla parte eccedente.
- Nessuna imposta sulle plusvalenze, nessuna imposta sul valore aggiunto o sui consumi, e nessuna imposta di successione, abolita nel 2006.
Fra i due Paesi è in vigore la convenzione firmata a Hong Kong il 14 gennaio 2013, ratificata con legge 18 giugno 2015, n. 96, in vigore dal 10 agosto 2015: a differenza di quella con Singapore è recente e contiene le clausole moderne, comprese quelle sullo scambio di informazioni.
3. La previdenza
- Il fondo previdenziale obbligatorio copre i lavoratori dai 18 ai 64 anni, stranieri compresi: è una differenza rilevante rispetto a Singapore, dove lo straniero è escluso.
- Sono esentati coloro che entrano a Hong Kong per un impiego non superiore a tredici mesi e coloro che sono già coperti da uno schema pensionistico estero: è la casella che va verificata prima di firmare, perché determina se si accumulerà o no una posizione.
- Non esiste convenzione di sicurezza sociale fra Italia e Hong Kong, che non compare nell'elenco degli Stati extra UE convenzionati tenuto dall'INPS: i periodi non si totalizzano con quelli italiani. Il fondo hongkonghese produce un capitale, non una pensione totalizzabile. Si veda la mappa delle convenzioni di sicurezza sociale.
4. Vivere a Hong Kong
- La casa è la voce dominante e una delle più care al mondo in rapporto alla superficie: gli spazi sono minimi rispetto agli standard italiani, e il salto di qualità costa moltissimo.
- La scuola internazionale è cara e con liste d'attesa; in alcuni istituti l'accesso passa da quote di iscrizione o titoli di debito trasferibili, che sono un costo di ingresso in senso proprio.
- Sanità: sistema pubblico di buona qualità e a costo contenuto, affiancato da un privato molto sviluppato; gli espatriati usano prevalentemente il secondo, con assicurazione.
- Trasporti e servizi sono eccellenti, e la città è compatta e percorribile senza automobile.
- Il collegamento con la regione resta uno dei punti di forza: la prossimità al delta del Fiume delle Perle è la ragione per cui molte imprese europee vi mantengono la base asiatica.
5. Il saldo netto
Conviene a chi lavora nella finanza, nel commercio, nella logistica e nei servizi professionali con clientela regionale; a chi ha reddito alto e vuole una fiscalità semplice e territoriale; a chi apprezza una città efficiente e ben collegata all'Asia.
Non conviene a chi non ha valutato i mutamenti del quadro giuridico degli ultimi anni, trattati in Hong Kong oggi: cosa è cambiato; a chi cerca spazio abitativo a costi ragionevoli; e a chi conta su una totalizzazione previdenziale che non esiste.
- D.P.R. 917/1986 (TUIR), art. 2, comma 2-bis, e D.M. 4 maggio 1999, che include Hong Kong (Xianggang).
- Convenzione fra Italia e Hong Kong per evitare le doppie imposizioni, fatta a Hong Kong il 14 gennaio 2013, ratificata con legge 18 giugno 2015, n. 96, in vigore dal 10 agosto 2015.
- Inland Revenue Department di Hong Kong: imposta sui redditi da lavoro con aliquote progressive dal 2% al 17% o aliquota standard, a due scaglioni dal 15% al 16% oltre 5 milioni di dollari di Hong Kong dall'anno d'imposta 2024/25; assenza di imposta sulle plusvalenze; abolizione dell'imposta di successione nel 2006.
- Mandatory Provident Fund: copertura obbligatoria dei lavoratori fra 18 e 64 anni, con esenzione per chi entra per un impiego non superiore a tredici mesi o è coperto da uno schema pensionistico estero.
- INPS, elenco degli Stati extra UE convenzionati con l'Italia, che non comprende Hong Kong.