Espatriare in Grecia
La Grecia funziona benissimo per chi porta reddito da fuori e molto meno per chi cerca lavoro: è il Paese di questa sezione con il divario più ampio fra le due posizioni. Ha regimi fiscali dedicati ai nuovi residenti fra i più semplici d'Europa, un costo della vita basso e un'affinità culturale con l'Italia che rende l'inserimento rapido.
1. Ingresso e formalità
Nessun visto. Oltre i tre mesi il cittadino dell'Unione richiede il certificato di registrazione. Serve poi il codice fiscale, che in Grecia è il documento chiave: senza, non si apre un conto, non si firma una locazione, non si attivano utenze. Segue il numero di previdenza sociale e, per chi lavora, l'iscrizione all'ente previdenziale.
Iscrizione all'AIRE entro novanta giorni.
2. Lavoro: la parte onesta
Le retribuzioni sono fra le più basse dell'Europa occidentale e la disoccupazione, pur scesa dai massimi della crisi, resta alta soprattutto fra i giovani. Il lavoro sommerso e i contratti a orario ridotto formalizzati sono diffusi, e il potere contrattuale del lavoratore è modesto.
Chi si trasferisce contando su un impiego locale per sostenere il proprio tenore di vita deve ridimensionare le attese. La Grecia conviene a chi porta il proprio reddito: pensionati, lavoratori da remoto con datore estero, professionisti con clientela internazionale, chi vive di rendita.
I settori che assumono davvero: turismo e ospitalità — stagionali, con buone opportunità per chi parla italiano — armamento e servizi navali, con il Pireo come uno dei centri mondiali del settore, tecnologia e servizi condivisi ad Atene e Salonicco, e insegnamento delle lingue. La conoscenza del greco è un discrimine forte fuori dal turismo e dalla tecnologia.
3. I tre regimi per chi si trasferisce
La Grecia ha costruito, negli ultimi anni, un impianto di incentivi articolato per profilo. Sono alternativi fra loro:
- Pensionati. Aliquota unica del sette per cento su tutti i redditi di fonte estera, per quindici anni. È il più semplice e il più usato: si veda il regime forfettario greco per i pensionati esteri, con l'avvertenza decisiva che riguarda le pensioni pubbliche.
- Lavoratori e professionisti che si trasferiscono. Esenzione della metà del reddito da lavoro dipendente o da attività d'impresa prodotto in Grecia, per un periodo di anni. Richiede il trasferimento della residenza e l'impegno a restare per un periodo minimo. È l'unico dei tre pensato per chi lavora nel Paese.
- Grandi patrimoni. Imposizione sostitutiva di importo fisso elevato su tutto il reddito estero, subordinata a un investimento rilevante nel Paese. Riguarda una platea ristretta.
Nessuno dei tre produce effetti se il trasferimento non è reale: si vedano i criteri dell'articolo 2 del TUIR e come provare il trasferimento all'estero.
4. Fisco ordinario
Per chi non accede ad alcun regime speciale il quadro è meno favorevole di quanto la fama del Paese suggerisca: aliquote progressive che salgono rapidamente, un contributo previdenziale pesante per il lavoratore autonomo — dovuto per scaglioni forfettari anche in assenza di reddito — e un'imposta patrimoniale annuale sugli immobili.
Il lavoratore autonomo è inoltre soggetto a un meccanismo di reddito minimo presunto introdotto per contrastare l'evasione, che determina una base imponibile minima in funzione di anzianità, dipendenti e fatturato: si può contestare, ma l'onere della prova è del contribuente. Chi pensa di aprire una partita IVA greca deve conoscerlo prima.
5. Sanità
Sistema pubblico universale, indebolito da anni di riduzione della spesa e molto disomogeneo sul territorio: buono ad Atene e Salonicco, essenziale nelle isole minori. Compartecipazioni sui farmaci, liste d'attesa e ampio ricorso al privato, che resta comunque più economico dell'equivalente italiano.
L'accesso dipende dalla posizione: chi lavora è coperto dai contributi, il pensionato dal formulario europeo, l'inattivo deve dimostrare una copertura autonoma. Si vedano l'assistenza sanitaria per gli iscritti AIRE e l'assicurazione sanitaria internazionale.
6. Vita quotidiana
- Lingua. Il greco è un ostacolo reale — alfabeto diverso, struttura non romanza — e nella pubblica amministrazione l'inglese non è affidabile. È la barriera principale, e va affrontata.
- Affinità. Ritmi, socialità, cucina, rapporto con la famiglia e con il tempo sono vicinissimi a quelli italiani: l'inserimento umano è il più facile fra tutte le destinazioni di questa sezione.
- Burocrazia. Molto digitalizzata negli ultimi anni per quanto riguarda le procedure centrali, lenta e discrezionale allo sportello.
- Collegamenti. Ottimi con l'Italia in estate, ridotti d'inverno, e i trasporti interni verso le isole seguono la stagione turistica, non le esigenze dei residenti.
- Scuola. Pubblica e gratuita, in greco, con inserimento rapido per i bambini piccoli e difficile dopo. Esistono scuole internazionali ad Atene e Salonicco: si veda scuole italiane all'estero e sistema IB.
7. Il saldo netto
Conviene a: pensionati privati, per il forfait al sette per cento e il costo della vita; lavoratori da remoto con datore o clienti esteri; professionisti che si trasferiscono con retribuzione alta e possono usare l'esenzione della metà; chi cerca clima e affinità culturale a un'ora e mezza dall'Italia.
Non conviene a: chi cerca lavoro sul posto contando su retribuzioni europee; lavoratori autonomi che non abbiano compreso i contributi forfettari e il reddito minimo presunto; chi ha bisogno di sanità di qualità costante e non intende vivere in una grande città; chi non ha intenzione di imparare il greco.
- Legge greca n. 4172/2013, artt. 5A, 5B e 5C, per i regimi dedicati a chi trasferisce la residenza fiscale.
- Normativa greca sui contributi previdenziali degli autonomi e sul reddito minimo presunto.
- Convenzione fra Italia e Grecia contro le doppie imposizioni.
- Direttiva 2004/38/CE; regolamenti (CE) n. 883/2004 e n. 987/2009.
- ELSTAT, autorità statistica ellenica, per occupazione, retribuzioni e costi.