Il regime forfettario greco per i pensionati esteri
È il regime più semplice fra quelli europei dedicati ai pensionati esteri: un'aliquota unica del sette per cento su tutto il reddito di fonte estera, per quindici anni. Non ha soglie di investimento né obblighi di acquisto immobiliare. Ha però un requisito d'ingresso che esclude una categoria intera di pensionati italiani, e quasi nessuno lo scrive.
1. Che cosa prevede
Il pensionato che trasferisce la residenza fiscale in Grecia può optare per un'imposizione forfettaria del sette per cento che assorbe l'imposta sul reddito e il contributo di solidarietà su tutti i redditi prodotti all'estero: non soltanto la pensione, ma anche dividendi, interessi, canoni di immobili esteri e plusvalenze.
L'imposta si versa in un'unica soluzione entro il termine annuale. I redditi di fonte greca restano invece soggetti alla tassazione ordinaria progressiva.
2. Requisiti
- Essere titolare di pensione erogata da un soggetto estero.
- Non essere stati residenti fiscali in Grecia per cinque dei sei anni precedenti il trasferimento.
- Trasferirsi da uno Stato con cui la Grecia abbia in vigore un accordo di cooperazione amministrativa in materia fiscale. L'Italia lo soddisfa.
- Presentare la domanda all'autorità fiscale greca entro il termine stabilito per l'anno in cui si intende accedervi.
Il regime dura quindici anni. Decade se non si versa l'imposta nei termini, se si trasferisce nuovamente la residenza, o su rinuncia. La decadenza non è recuperabile.
3. Il requisito che esclude i pensionati pubblici
È il punto decisivo, ed è di diritto convenzionale, non di diritto greco. Le convenzioni contro le doppie imposizioni costruite sul modello internazionale distinguono due categorie di pensioni:
- le pensioni private, derivanti da un passato impiego nel settore privato, di regola imponibili solo nello Stato di residenza — quindi in Grecia, dove il sette per cento opera pienamente;
- le pensioni per servizi resi a uno Stato o a un suo ente territoriale, di regola imponibili solo nello Stato che le eroga — quindi in Italia, con le aliquote italiane, e il regime greco non vi si applica.
Ne segue che l'ex dipendente pubblico — insegnante, militare, appartenente alle forze dell'ordine, dipendente ministeriale o di ente locale — di norma non trae alcun beneficio dal trasferimento quanto alla propria pensione, pur potendo trarne per gli altri redditi esteri. È l'esatto contrario di ciò che promettono gli articoli che circolano in italiano. La ripartizione va verificata sul testo della convenzione fra Italia e Grecia, articolo per articolo, prima di prendere qualunque decisione.
4. Come si ottiene concretamente il beneficio
Non basta risiedere in Grecia perché l'INPS smetta di applicare la ritenuta italiana. Occorre una procedura:
- Trasferire la residenza e iscriversi all'AIRE.
- Ottenere dall'autorità greca il certificato di residenza fiscale.
- Presentare all'ente previdenziale italiano l'istanza di applicazione della convenzione, con la certificazione, per ottenere il pagamento al lordo dell'imposta italiana.
- Dichiarare in Grecia e versare il forfait.
Finché il passaggio non è completato, l'imposta italiana continua a essere trattenuta e si ha diritto al rimborso, che richiede tempo. Si veda riscuotere la pensione italiana all'estero e dove si tassa la pensione italiana.
5. Come si confronta con gli altri regimi
- Portogallo. Non è più un'alternativa: il regime che attirava i pensionati è chiuso ai nuovi ingressi dal 2024, e quello che lo ha sostituito non copre i pensionati. Si veda espatriare in Portogallo.
- Italia meridionale. Il regime interno per i pensionati esteri che si trasferiscono in piccoli comuni del Mezzogiorno applica un'aliquota di poco superiore, ha durata molto più breve e richiede la residenza in un comune sotto una soglia di popolazione: si veda il regime del Mezzogiorno. Per un italiano che voglia restare in Italia non è praticabile, perché presuppone di non esservi stati residenti.
- Grecia con l'articolo 5A, dedicato a chi investe somme rilevanti, che sostituisce l'imposta su tutto il reddito estero con un importo fisso elevato: conviene solo a patrimoni molto grandi.
- Cipro e Malta, che operano con logiche diverse — esenzione per categorie di reddito l'una, tassazione su base di rimessa l'altra: si vedano il regime non-dom cipriota e la residenza non domiciliata a Malta.
Il vantaggio greco è la semplicità: nessun investimento richiesto, un'aliquota sola su tutto l'estero, quindici anni. Lo svantaggio è che si vive in Grecia, con quanto ne consegue in termini di sanità, servizi e amministrazione: si veda pensionati italiani in Grecia.
6. Il lato italiano
Come sempre, il regime estero non produce effetti se il trasferimento non è effettivo. Dal 2024 l'articolo 2 del TUIR ha quattro criteri alternativi e guarda al domicilio come luogo delle relazioni personali e familiari: chi mantiene in Italia la famiglia e l'abitazione principale resta residente italiano, e il sette per cento greco non gli serve a nulla. Si vedano i criteri dell'articolo 2 del TUIR e come provare il trasferimento all'estero.
- Legge greca n. 4172/2013, art. 5B, per il regime forfettario dei pensionati esteri, e artt. 5A e 5C per gli altri regimi per nuovi residenti.
- Convenzione fra Italia e Grecia contro le doppie imposizioni, in particolare gli articoli su pensioni e funzioni pubbliche.
- Modello di convenzione fiscale sul reddito e sul patrimonio dell'OCSE e relativo commentario, artt. 18 e 19.
- Testo unico delle imposte sui redditi, art. 2, come modificato dal d.lgs. 209/2023.