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Il regime non-dom cipriota

Ultimo controllo dei dati: agosto 2026

È il regime che porta a Cipro chi vive di rendita finanziaria: il residente non domiciliato non paga nulla su dividendi e interessi, ovunque prodotti. Non è una tassazione ridotta, è un'esenzione. Dura diciassette anni, e dalla riforma entrata in vigore nel 2026 il confronto con il residente ordinario è cambiato in modo sostanziale.

1. Il meccanismo, che non è quello maltese o irlandese

Cipro condivide con Malta e Irlanda la distinzione fra residenza e domicilio, ma la usa in modo diverso. Non c'è alcuna tassazione su base di rimessa: il reddito estero non è tassato quando entra, semplicemente non è tassato affatto per le categorie che il regime copre.

La ragione tecnica è che a Cipro dividendi e interessi non sono soggetti all'imposta sul reddito, ma a un tributo distinto — il contributo speciale per la difesa — e quel contributo si applica ai soli residenti domiciliati. Chi è residente e non domiciliato ne è fuori. Non deve dunque strutturare flussi, tenere conti separati o documentare rimesse, come invece impone il regime maltese descritto in la residenza non domiciliata a Malta.

2. Chi è non domiciliato, e per quanto

Lo è chi non ha domicilio di origine cipriota — quindi ogni italiano che vi si trasferisce — a condizione di non essere stato residente fiscale a Cipro per almeno diciassette dei venti anni precedenti.

Ne discende la durata effettiva del beneficio: diciassette anni. Al diciottesimo, chi è rimasto nell'isola diventa domiciliato per legge e rientra nel regime ordinario. È un orizzonte lungo — più lungo di qualunque altro regime europeo per nuovi residenti — ma non è perpetuo, e va calendarizzato all'arrivo.

3. Che cosa è esente e che cosa no

  • Dividendi, di fonte cipriota o estera: nessuna imposizione.
  • Interessi, di fonte cipriota o estera: nessuna imposizione.
  • Plusvalenze mobiliari: non tassate per chiunque, non solo per i non domiciliati. L'imposta sulle plusvalenze colpisce i soli immobili situati a Cipro e le partecipazioni in società che li detengono.
  • Canoni di locazione: il contributo per la difesa non si applica al non domiciliato, ma l'imposta ordinaria sul reddito sì. I canoni non sono esenti.
  • Reddito di lavoro e d'impresa: pienamente imponibile con le aliquote progressive. Il regime non riguarda il lavoro.
  • Pensioni estere: seguono regole proprie, con la possibilità di optare per un'imposizione separata a bassa aliquota oltre una franchigia, in alternativa alla tassazione ordinaria. Va scelto anno per anno.

Il contributo sanitario resta dovuto. È l'errore di calcolo più comune: l'esenzione riguarda il contributo per la difesa, non il contributo al sistema sanitario generale, che si applica anche a dividendi e interessi, con aliquota contenuta e fino a un massimale annuo di reddito complessivo. «Zero per cento» non è dunque zero: è un'aliquota bassa e limitata verso l'alto, che va comunque messa nel conto.

4. Che cosa è cambiato nel 2026

La riforma entrata in vigore il 1° gennaio 2026 ha ridotto il contributo per la difesa sui dividendi dei residenti domiciliati dal diciassette al cinque per cento, per gli utili maturati da quella data.

L'effetto sul regime non-dom è indiretto ma rilevante: il vantaggio relativo si è ridotto. Fino al 2025 la differenza fra domiciliato e non domiciliato sui dividendi era di diciassette punti; oggi è di cinque. Resta un vantaggio, ma chi costruisce oggi una pianificazione sul differenziale di ieri sopravvaluta il beneficio, e chi si affaccia al diciottesimo anno ha davanti uno scalino molto meno alto di quanto temesse.

5. L'esenzione del cinquanta per cento sul lavoro

Distinta dal regime non-dom e cumulabile con esso: chi assume per la prima volta un impiego a Cipro con retribuzione superiore a una soglia beneficia dell'esenzione della metà del reddito da lavoro, per un periodo lungo — allineato ai diciassette anni. La soglia d'accesso è stata abbassata con la riforma del 2022, ampliando in modo sensibile la platea rispetto al regime precedente.

Per un dirigente trasferito a Limassol la combinazione dei due strumenti — metà della retribuzione esente, dividendi e interessi non tassati — produce un carico effettivo difficile da eguagliare nell'Unione.

6. I limiti, e il lato italiano

  1. Serve residenza vera. La regola dei sessanta giorni rende agevole acquisire la residenza cipriota, ma non fa perdere quella italiana: dal 2024 l'articolo 2 del TUIR ha quattro criteri alternativi e guarda al domicilio come luogo delle relazioni personali e familiari. Chi lascia famiglia e vita in Italia resta italiano.
  2. Nessuna imposta estera, nessun credito. Se la residenza italiana non è effettivamente cessata, i dividendi non tassati a Cipro sono tassati per intero in Italia e non generano credito d'imposta.
  3. Trasparenza piena. Cipro applica lo scambio automatico di informazioni: i rapporti finanziari sono comunicati.
  4. Attenzione alla società. Chi accompagna il trasferimento personale con una società cipriota deve considerare l'esterovestizione e la disciplina delle società controllate estere: si veda aprire una società a Cipro.
Fonti.
  • Special Contribution for the Defence Law della Repubblica di Cipro, come modificata con effetto dal 1° gennaio 2026, e nozione di soggetto non domiciliato introdotta nel 2015.
  • Income Tax Law del 2002, per l'esenzione della metà del reddito da lavoro e per le soglie modificate nel 2022.
  • Capital Gains Tax Law, per l'imposizione delle sole plusvalenze immobiliari cipriote.
  • General Healthcare System Law, per il contributo sanitario sui redditi di capitale e il relativo massimale.
  • Convenzione Italia-Cipro contro le doppie imposizioni; testo unico delle imposte sui redditi, art. 2.

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