Espatriare in Portogallo
Il Portogallo è stato per un decennio la destinazione europea per eccellenza dei pensionati italiani. Non lo è più: il regime che lo rendeva tale è chiuso ai nuovi arrivi dal 2024, e quello che lo ha sostituito i pensionati non li riguarda. Resta un ottimo Paese, per ragioni diverse.
1. Ingresso e soggiorno
Nessun visto: il cittadino italiano gode della libertà di circolazione e soggiorno. Per soggiorni superiori a tre mesi occorre registrarsi presso il comune di residenza e ottenere il certificato di registrazione; servono un numero di identificazione fiscale (NIF) e, in pratica, un conto bancario locale e un indirizzo. Il NIF si ottiene prima di tutto il resto ed è la chiave di ogni pratica successiva.
Va poi fatta l'iscrizione all'AIRE entro novanta giorni.
2. Fiscalità: che cosa è cambiato, ed è il punto decisivo
Il regime per i residenti non abituali — il Residente Não Habitual, noto come NHR — è stato chiuso ai nuovi ingressi con la legge di bilancio portoghese per il 2024, con effetto dal 1° gennaio 2024 e una finestra transitoria per chi avesse già maturato determinate condizioni.
Al suo posto è stato introdotto l'IFICI (Incentivo Fiscal à Investigação Científica e Inovação), spesso chiamato «NHR 2.0». Le sue caratteristiche:
- aliquota agevolata del 20 per cento sui redditi di lavoro di fonte portoghese ammissibili;
- esenzione su gran parte dei redditi di fonte estera;
- durata fino a dieci anni;
- accesso riservato a chi svolge attività in settori individuati come strategici — ricerca scientifica, tecnologia, attività ad alto valore aggiunto;
- requisito di qualificazione: titolo di livello EQF 6, cioè laurea triennale, unito a tre anni di esperienza professionale rilevante, oppure dottorato (EQF 8), che assorbe il requisito di esperienza.
I pensionati sono fuori. L'IFICI è un incentivo al lavoro qualificato, non un regime di attrazione dei redditi passivi: non riproduce per le pensioni estere il trattamento di favore che rendeva famoso l'NHR. Chi legge che «in Portogallo i pensionati non pagano imposte» sta leggendo una fonte non aggiornata. La pensione estera percepita da un residente in Portogallo è oggi assoggettata all'imposta ordinaria, con aliquote progressive fra le più alte d'Europa. Il tema è ripreso nella pagina sui pensionati italiani in Portogallo.
Il regime ordinario portoghese — l'IRS — è progressivo e non è particolarmente leggero. Il dettaglio è nella pagina sul fisco portoghese per i residenti. Chi si trasferisce va inoltre verificato rispetto alla convenzione Italia-Portogallo, che determina quale Stato tassa che cosa.
3. Lavoro
Il mercato del lavoro locale è la vera debolezza del Paese: i salari sono fra i più bassi dell'Europa occidentale, e il divario con il costo dell'abitazione nelle aree urbane si è ampliato molto. Il Portogallo conviene a chi porta reddito da fuori — lavoro da remoto per datori esteri, professioni indipendenti con clientela internazionale, capitale — assai più che a chi cerca un impiego locale.
Fa eccezione il settore tecnologico di Lisbona e Porto, dove la domanda è reale e le retribuzioni si avvicinano agli standard europei.
4. Sanità
Il Serviço Nacional de Saúde è universale e a costo diretto molto contenuto. La qualità clinica è buona; il problema sono le liste d'attesa e la copertura disomogenea sul territorio, che spingono una parte rilevante dei residenti a integrare con assicurazione privata, peraltro a premi bassi rispetto ad altri Paesi europei.
Il pensionato italiano che si trasferisce accede al sistema portoghese con il formulario S1, con onere a carico dell'Italia. È un vantaggio concreto che non esiste fuori dall'area di coordinamento europeo.
5. Costo della vita e casa
Fuori da Lisbona, Porto e dall'Algarve costiero il costo della vita resta sensibilmente inferiore a quello del Nord Italia. Dentro quelle aree, no: il mercato immobiliare urbano si è surriscaldato per un decennio, spinto da domanda estera e locazioni brevi, e i prezzi non sono più confrontabili con i salari locali.
L'errore più comune è calcolare il budget sui dati di cinque anni fa. Chi valuta il Portogallo per il costo della vita deve guardare al mercato di oggi, e possibilmente a città diverse da quelle che tutti nominano: Lisbona è il caso estremo.
6. Lingua e comunità
Il portoghese è accessibile a un italiano nella lettura e ostico nell'ascolto: la fonetica è distante, e sopravvalutare la somiglianza è un errore ricorrente. L'inglese è diffuso nelle città e nei servizi rivolti agli stranieri. La comunità italiana è ampia e ben strutturata, soprattutto a Lisbona.
7. Verso la residenza permanente
Il cittadino dell'Unione acquisisce il diritto di soggiorno permanente dopo cinque anni di residenza legale e continuativa. La cittadinanza portoghese è un percorso distinto, con requisiti propri fra cui la conoscenza della lingua, e non è oggetto di questo sito.
8. Il saldo netto
Conviene a:
- chi lavora da remoto o in proprio con clientela estera, e cerca clima, sicurezza e costi contenuti fuori dalle grandi città;
- professionisti qualificati in ricerca e tecnologia, che rientrano nell'IFICI;
- chi cerca un Paese europeo tranquillo, sicuro e con buona sanità pubblica, senza aspettarsi vantaggi fiscali.
Non conviene a:
- i pensionati che si trasferiscono per ragioni fiscali: la ragione non esiste più, e questa è la conclusione più importante di questa scheda;
- chi cerca lavoro sul mercato locale contando su salari europei;
- chi punta a comprare casa a Lisbona o in Algarve aspettandosi i prezzi di cui ha sentito parlare.
- Lei do Orçamento do Estado para 2024 (Portogallo), per la chiusura del regime NHR ai nuovi ingressi dal 1° gennaio 2024 e il regime transitorio.
- Regime IFICI — Incentivo Fiscal à Investigação Científica e Inovação, art. 58-A do Estatuto dos Benefícios Fiscais.
- Convenzione Italia-Portogallo contro le doppie imposizioni.
- Direttiva 2004/38/CE, per il diritto di soggiorno.
- Regolamento (CE) n. 883/2004, per la copertura sanitaria dei pensionati.