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Il forfait fiscale svizzero: chi può accedervi

Ultimo controllo dei dati: agosto 2026

È il regime che ha fatto la fama fiscale della Svizzera presso i grandi patrimoni: non si dichiara il reddito, si concorda un'imposizione commisurata al tenore di vita. Esiste ancora, ma è molto meno accessibile di quanto la divulgazione lasci credere — cinque cantoni lo hanno abolito, la soglia minima è alta, e una sola condizione ne esclude la maggior parte degli interessati.

1. Che cosa è

L'imposizione secondo il dispendio sostituisce la tassazione ordinaria del reddito e della sostanza con un prelievo calcolato su una base convenzionale, determinata a partire dalle spese annue del contribuente e della sua famiglia — abitazione, personale domestico, viaggi, formazione dei figli, imposte comprese.

Non è un accordo discrezionale né una trattativa: la base si determina secondo criteri legali, si concorda con l'amministrazione cantonale e si rivede periodicamente. Sulla base così ottenuta si applicano le tariffe ordinarie, federale, cantonale e comunale.

2. La condizione che esclude quasi tutti

Non si deve esercitare alcuna attività lucrativa in Svizzera. È il requisito centrale e non ammette scorciatoie: chi lavora, dirige un'impresa, esercita una professione o riveste cariche retribuite nel Paese è fuori. L'attività può essere svolta all'estero, ma non in Svizzera.

Ne segue che il regime non è per chi si trasferisce per lavorare. È per chi si trasferisce avendo già smesso: pensionati benestanti, chi vive di rendita, chi ha ceduto la propria impresa. È l'equivoco più diffuso, e chiude la questione per la grande maggioranza di chi se ne interessa.

Occorre inoltre non essere cittadino svizzero e prendere domicilio in Svizzera per la prima volta, o dopo un'assenza di almeno un decennio. Per i coniugi le condizioni devono essere soddisfatte da entrambi: se uno dei due lavora in Svizzera, il regime non spetta a nessuno dei due.

3. Quanto costa entrarci

La legge federale fissa una base minima di dispendio, sotto la quale non si può scendere qualunque sia la spesa effettiva, e la aggiorna periodicamente. Per il 2026 è di poco superiore ai quattrocentotrentacinquemila franchi ai fini dell'imposta federale; i cantoni fissano un proprio minimo, che può differire, e sono liberi di stabilirne uno più elevato.

La base convenzionale non può inoltre essere inferiore a due parametri di controllo: un multiplo del costo dell'alloggio — il settuplo del canone o del valore locativo dell'abitazione — e la somma dei redditi di fonte svizzera e dei redditi esteri per i quali si invochi il beneficio di una convenzione. Vale in ogni caso il maggiore fra i valori così determinati.

In pratica: è uno strumento per patrimoni consistenti, e l'imposta effettiva che ne risulta si misura in centinaia di migliaia di franchi l'anno nei cantoni più cari e in somme sensibilmente inferiori in quelli più accoglienti.

4. Dove si può, e dove non si può più

Il regime è obbligatorio ai fini dell'imposta federale se il cantone lo concede, ma ogni cantone è libero di non prevederlo per le proprie imposte — ed è ciò che è avvenuto. Lo hanno abolito per via referendaria o legislativa Zurigo, Sciaffusa, Appenzello Esterno, Basilea Città e Basilea Campagna. Altri cantoni lo hanno mantenuto ma inasprito, con soglie proprie più alte di quella federale.

Resta praticabile e attivamente utilizzato soprattutto nei cantoni latini e alpini — Vallese, Vaud, Ginevra, Ticino, Grigioni — e in alcuni della Svizzera centrale. La scelta del cantone non è dunque solo una questione di importo: in cinque cantoni la domanda non si pone nemmeno.

5. Quel che il forfait non fa

  1. Non mette al riparo dall'Italia. Se il trasferimento non è effettivo secondo i criteri dell'articolo 2 del TUIR, si resta residenti in Italia e si è tassati sul reddito mondiale. Il fatto che la Svizzera sia uscita dalla lista degli Stati a fiscalità privilegiata dal 2024 sposta l'onere della prova, non l'esito.
  2. Non è compatibile con le convenzioni senza condizioni. Per invocare i benefici di un trattato su determinati redditi esteri occorre di regola includerli nella base di calcolo — la cosiddetta imposizione modificata. Il vantaggio del forfait e quello della convenzione, su quei redditi, non si sommano.
  3. Non protegge il patrimonio dalle imposte cantonali di successione, che seguono le regole del cantone di domicilio.
  4. Non dà un permesso di soggiorno. Per il cittadino dell'Unione il soggiorno senza attività lucrativa richiede mezzi sufficienti e copertura assicurativa; sono condizioni distinte da quelle fiscali e vanno soddisfatte a parte.

6. Come si confronta con le alternative

Chi valuta il forfait sta di norma valutando anche altri regimi per nuovi residenti. Il confronto onesto tiene conto di tre variabili: la soglia d'ingresso, il divieto di lavorare, la stabilità nel tempo.

Il forfait svizzero ha la soglia più alta e il vincolo più severo — non si può lavorare nel Paese — ma è in vigore da oltre un secolo e non ha scadenza per il beneficiario. Regimi come quello italiano per i neo residenti, quello greco per i pensionati o quello portoghese per il lavoro qualificato hanno soglie molto più basse e consentono di lavorare, ma durano un numero determinato di anni: si vedano il regime italiano per i neo residenti e il regime forfettario greco per i pensionati esteri.

Fonti.
  • Legge federale sull'imposta federale diretta, art. 14, per l'imposizione secondo il dispendio, le condizioni soggettive e i parametri minimi di calcolo.
  • Legge federale sull'armonizzazione delle imposte dirette dei cantoni e dei comuni, art. 6, per la facoltà cantonale.
  • Leggi tributarie cantonali e votazioni popolari che hanno abrogato il regime nei cantoni di Zurigo, Sciaffusa, Appenzello Esterno, Basilea Città e Basilea Campagna.
  • Amministrazione federale delle contribuzioni, per l'aggiornamento periodico degli importi minimi.
  • Accordo sulla libera circolazione delle persone, per il soggiorno senza attività lucrativa.

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