Il forfait fiscale svizzero: chi può accedervi
È il regime che ha fatto la fama fiscale della Svizzera presso i grandi patrimoni: non si dichiara il reddito, si concorda un'imposizione commisurata al tenore di vita. Esiste ancora, ma è molto meno accessibile di quanto la divulgazione lasci credere — cinque cantoni lo hanno abolito, la soglia minima è alta, e una sola condizione ne esclude la maggior parte degli interessati.
1. Che cosa è
L'imposizione secondo il dispendio sostituisce la tassazione ordinaria del reddito e della sostanza con un prelievo calcolato su una base convenzionale, determinata a partire dalle spese annue del contribuente e della sua famiglia — abitazione, personale domestico, viaggi, formazione dei figli, imposte comprese.
Non è un accordo discrezionale né una trattativa: la base si determina secondo criteri legali, si concorda con l'amministrazione cantonale e si rivede periodicamente. Sulla base così ottenuta si applicano le tariffe ordinarie, federale, cantonale e comunale.
2. La condizione che esclude quasi tutti
Non si deve esercitare alcuna attività lucrativa in Svizzera. È il requisito centrale e non ammette scorciatoie: chi lavora, dirige un'impresa, esercita una professione o riveste cariche retribuite nel Paese è fuori. L'attività può essere svolta all'estero, ma non in Svizzera.
Ne segue che il regime non è per chi si trasferisce per lavorare. È per chi si trasferisce avendo già smesso: pensionati benestanti, chi vive di rendita, chi ha ceduto la propria impresa. È l'equivoco più diffuso, e chiude la questione per la grande maggioranza di chi se ne interessa.
Occorre inoltre non essere cittadino svizzero e prendere domicilio in Svizzera per la prima volta, o dopo un'assenza di almeno un decennio. Per i coniugi le condizioni devono essere soddisfatte da entrambi: se uno dei due lavora in Svizzera, il regime non spetta a nessuno dei due.
3. Quanto costa entrarci
La legge federale fissa una base minima di dispendio, sotto la quale non si può scendere qualunque sia la spesa effettiva, e la aggiorna periodicamente. Per il 2026 è di poco superiore ai quattrocentotrentacinquemila franchi ai fini dell'imposta federale; i cantoni fissano un proprio minimo, che può differire, e sono liberi di stabilirne uno più elevato.
La base convenzionale non può inoltre essere inferiore a due parametri di controllo: un multiplo del costo dell'alloggio — il settuplo del canone o del valore locativo dell'abitazione — e la somma dei redditi di fonte svizzera e dei redditi esteri per i quali si invochi il beneficio di una convenzione. Vale in ogni caso il maggiore fra i valori così determinati.
In pratica: è uno strumento per patrimoni consistenti, e l'imposta effettiva che ne risulta si misura in centinaia di migliaia di franchi l'anno nei cantoni più cari e in somme sensibilmente inferiori in quelli più accoglienti.
4. Dove si può, e dove non si può più
Il regime è obbligatorio ai fini dell'imposta federale se il cantone lo concede, ma ogni cantone è libero di non prevederlo per le proprie imposte — ed è ciò che è avvenuto. Lo hanno abolito per via referendaria o legislativa Zurigo, Sciaffusa, Appenzello Esterno, Basilea Città e Basilea Campagna. Altri cantoni lo hanno mantenuto ma inasprito, con soglie proprie più alte di quella federale.
Resta praticabile e attivamente utilizzato soprattutto nei cantoni latini e alpini — Vallese, Vaud, Ginevra, Ticino, Grigioni — e in alcuni della Svizzera centrale. La scelta del cantone non è dunque solo una questione di importo: in cinque cantoni la domanda non si pone nemmeno.
5. Quel che il forfait non fa
- Non mette al riparo dall'Italia. Se il trasferimento non è effettivo secondo i criteri dell'articolo 2 del TUIR, si resta residenti in Italia e si è tassati sul reddito mondiale. Il fatto che la Svizzera sia uscita dalla lista degli Stati a fiscalità privilegiata dal 2024 sposta l'onere della prova, non l'esito.
- Non è compatibile con le convenzioni senza condizioni. Per invocare i benefici di un trattato su determinati redditi esteri occorre di regola includerli nella base di calcolo — la cosiddetta imposizione modificata. Il vantaggio del forfait e quello della convenzione, su quei redditi, non si sommano.
- Non protegge il patrimonio dalle imposte cantonali di successione, che seguono le regole del cantone di domicilio.
- Non dà un permesso di soggiorno. Per il cittadino dell'Unione il soggiorno senza attività lucrativa richiede mezzi sufficienti e copertura assicurativa; sono condizioni distinte da quelle fiscali e vanno soddisfatte a parte.
6. Come si confronta con le alternative
Chi valuta il forfait sta di norma valutando anche altri regimi per nuovi residenti. Il confronto onesto tiene conto di tre variabili: la soglia d'ingresso, il divieto di lavorare, la stabilità nel tempo.
Il forfait svizzero ha la soglia più alta e il vincolo più severo — non si può lavorare nel Paese — ma è in vigore da oltre un secolo e non ha scadenza per il beneficiario. Regimi come quello italiano per i neo residenti, quello greco per i pensionati o quello portoghese per il lavoro qualificato hanno soglie molto più basse e consentono di lavorare, ma durano un numero determinato di anni: si vedano il regime italiano per i neo residenti e il regime forfettario greco per i pensionati esteri.
- Legge federale sull'imposta federale diretta, art. 14, per l'imposizione secondo il dispendio, le condizioni soggettive e i parametri minimi di calcolo.
- Legge federale sull'armonizzazione delle imposte dirette dei cantoni e dei comuni, art. 6, per la facoltà cantonale.
- Leggi tributarie cantonali e votazioni popolari che hanno abrogato il regime nei cantoni di Zurigo, Sciaffusa, Appenzello Esterno, Basilea Città e Basilea Campagna.
- Amministrazione federale delle contribuzioni, per l'aggiornamento periodico degli importi minimi.
- Accordo sulla libera circolazione delle persone, per il soggiorno senza attività lucrativa.