Medio Oriente e Golfo

Lavorare in Arabia Saudita

Ultimo controllo dei dati: agosto 2026

L'Arabia Saudita è, fra le destinazioni del Golfo, quella che si è aperta più tardi e che sta cambiando più in fretta. Per il professionista italiano è oggi il mercato con la domanda più intensa dell'area — perché i programmi di sviluppo nazionali hanno bisogno di competenze che non esistono in numero sufficiente sul posto — e insieme quello con le regole di assunzione più mobili: le quote di nazionalizzazione del lavoro cambiano ogni anno, e con esse la probabilità che un datore possa assumere uno straniero.

1. Il diritto del lavoro, riscritto nel 2025

  • Le modifiche alla legge sul lavoro sono in vigore dal 19 febbraio 2025, centottanta giorni dopo la pubblicazione del 23 agosto 2024: hanno modificato 38 articoli, ne hanno abrogati 7 e ne hanno introdotti 2, intervenendo su retribuzioni, dimissioni, recesso, periodo di prova e congedi.
  • Fra le novità, quella che tocca direttamente lo straniero: i contratti dei lavoratori non sauditi privi di durata determinata si considerano ora a tempo determinato di un anno. Il rapporto «a tempo indeterminato» come lo si intende in Europa non è, per l'espatriato, l'esito ordinario.

2. La saudizzazione: il vincolo che decide se sarete assunti

Il programma Nitaqat impone a ciascun datore una quota minima di dipendenti sauditi, variabile per settore e per dimensione. Non è un adempimento formale: determina l'accesso ai servizi amministrativi, ai visti e ai rinnovi. Una nuova fase è prevista dal 26 aprile 2026, con l'innalzamento delle soglie in gran parte delle attività economiche. Inoltre, dal 15 aprile 2026 un dipendente saudita conta ai fini della quota solo se il contratto è documentato e autenticato elettronicamente sulla piattaforma ministeriale: la sola iscrizione previdenziale non basta più. Per il candidato italiano la conseguenza è pratica: la capacità del datore di assumervi dipende da una quota che potete verificare prima di firmare, e che conviene chiedere.

3. Le sedi regionali e la residenza privilegiata

  • Sedi regionali. Dal 1° gennaio 2024 gli enti pubblici sauditi non possono aggiudicare contratti a multinazionali straniere prive di una sede regionale nel Regno, salvo eccezioni per contratti di importo minore. Una sede regionale deve occupare almeno 15 dipendenti a tempo pieno entro i primi 12 mesi, di cui 3 dirigenti apicali, e avere almeno un amministratore residente. È il motivo per cui la domanda di profili direttivi italiani a Riad è cresciuta: le sedi vanno popolate.
  • Residenza privilegiata. Esiste un titolo di soggiorno che prescinde dal datore di lavoro, esteso anche a dirigenti di società titolari di licenza di sede regionale. Fra i suoi effetti, l'esenzione dall'onere per i familiari a carico.

4. Il fisco

Non esiste imposta sul reddito delle persone fisiche da lavoro dipendente: le retribuzioni sono corrisposte al lordo, senza ritenute.

L'onere per i familiari a carico è però una voce reale del bilancio familiare: 400 SAR al mese per ciascun familiare — coniuge e figli — dal 1° luglio 2020, ossia 4.800 SAR l'anno a persona. Per un nucleo con coniuge e due figli è una somma che va sottratta dal netto prima di qualunque confronto con l'Italia. Si veda i pacchetti retributivi del Golfo.

Fra Italia e Arabia Saudita è in vigore la convenzione firmata a Riad il 13 gennaio 2007, ratificata con legge 23 ottobre 2009, n. 159, in vigore dal 1° dicembre 2009.

L'Arabia Saudita non figura nell'elenco del D.M. 4 maggio 1999: chi vi si trasferisce non subisce l'inversione dell'onere della prova dell'art. 2, comma 2-bis del TUIR. Resta l'onere ordinario di provare il trasferimento secondo i criteri dell'art. 2 del TUIR riscritto dal 2024: si veda i criteri della residenza fiscale italiana.

5. La previdenza

Non esiste convenzione di sicurezza sociale fra Italia e Arabia Saudita: il Regno non compare nell'elenco degli Stati extra UE convenzionati tenuto dall'INPS. Nessuna totalizzazione. Per chi è inviato da un datore italiano vale la copertura obbligatoria del D.L. 317/1987 convertito dalla legge 398/1987; per chi è assunto localmente, il periodo è un vuoto contributivo puro.

6. Vivere nel Regno

  • Le regole sociali sono cambiate molto e restano comunque le più stringenti dell'area: l'alcol non è disponibile, il diritto di famiglia è di matrice religiosa, e la libertà di culto non pubblica va compresa nei suoi limiti effettivi.
  • Riad e Gedda sono città diverse: la prima amministrativa e in trasformazione accelerata, la seconda costiera e storicamente più aperta. La scelta della sede incide sulla qualità della vita quotidiana più che in altri Paesi.
  • I compound residenziali restano la soluzione abitativa prevalente per le famiglie occidentali, con costi elevati e una vita sociale circoscritta.
  • Scuola e sanità sono a carico della famiglia salvo copertura contrattuale, e nel Regno pesano più che altrove per via dell'offerta internazionale limitata rispetto alla domanda.

7. Il saldo netto

Conviene a profili tecnici e direttivi con pacchetto completo e orizzonte definito, in particolare nei settori legati ai programmi di sviluppo nazionali, dove le retribuzioni sono oggi le più alte dell'area; e a chi vuole il vantaggio fiscale del Golfo senza la presunzione del 1999.

Non conviene a chi non ha valutato l'impatto delle regole sociali sulla vita familiare quotidiana; a chi cerca stabilità di lungo periodo, che il titolo di soggiorno legato al datore non offre; e a chi non ha verificato la posizione del datore rispetto alle quote di nazionalizzazione, che è la prima cosa che può far saltare un'assunzione.

Fonti.
  • Convenzione fra Italia e Arabia Saudita per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito, fatta a Riad il 13 gennaio 2007, ratificata con legge 23 ottobre 2009, n. 159, in vigore dal 1° dicembre 2009.
  • D.M. 4 maggio 1999, il cui elenco non comprende l'Arabia Saudita.
  • Modifiche alla legge saudita sul lavoro pubblicate il 23 agosto 2024 ed entrate in vigore il 19 febbraio 2025 (38 articoli modificati, 7 abrogati, 2 introdotti), fra cui la qualificazione come contratti a tempo determinato annuale dei rapporti di lavoratori non sauditi privi di durata determinata.
  • Programma Nitaqat di nazionalizzazione del lavoro: nuova fase dal 26 aprile 2026; dal 15 aprile 2026 computo dei dipendenti sauditi subordinato all'autenticazione elettronica del contratto sulla piattaforma ministeriale.
  • Programma delle sedi regionali: dal 1° gennaio 2024 divieto per gli enti pubblici di aggiudicare contratti a multinazionali prive di sede regionale nel Regno, con eccezioni per importi minori; requisito di almeno 15 dipendenti a tempo pieno entro 12 mesi, di cui 3 apicali.
  • Onere per familiari a carico degli espatriati: 400 SAR mensili per familiare dal 1° luglio 2020.
  • INPS, elenco degli Stati extra UE convenzionati, che non comprende l'Arabia Saudita; D.L. 317/1987 convertito dalla legge 398/1987.

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