Medio Oriente e Golfo

Lavorare in Qatar

Ultimo controllo dei dati: agosto 2026

Il Qatar è il Paese del Golfo che ha cambiato di più il proprio diritto del lavoro nell'ultimo decennio, e l'ha fatto sotto osservazione internazionale. Per l'italiano qualificato la differenza pratica più rilevante rispetto al passato è che non serve più il consenso del datore di lavoro per cambiare impiego o per lasciare il Paese: il vincolo che rendeva il contratto qatarino strutturalmente diverso da un contratto europeo è stato smontato.

1. La riforma del lavoro

  • Il sistema della kafala è stato superato con le riforme avviate nel 2019-2020: è stato abolito il permesso di uscita per la generalità dei lavoratori ed è venuto meno il certificato di non obiezione del datore di lavoro per cambiare impiego. Il passaggio a un nuovo datore avviene, dopo il preavviso, tramite la piattaforma elettronica del ministero del lavoro.
  • Dal marzo 2021 esiste un salario minimo di 1.000 QAR mensili, applicabile a tutti i settori e anche al lavoro domestico, cui il datore deve aggiungere 500 QAR per l'alloggio e 300 QAR per il vitto, oppure fornirli in natura. Sono soglie pensate per il lavoro a bassa qualificazione e non riguardano il profilo tipico dell'espatriato italiano, ma definiscono il pavimento del mercato.
  • Gli interventi successivi non hanno modificato gli importi minimi e si sono concentrati sull'applicazione effettiva delle regole e sul mantenimento della mobilità fra datori.

Che cosa resta comunque diverso. Il soggiorno resta legato a un titolo, e il titolo a un rapporto di lavoro o a un'attività: la fine del rapporto apre un termine per trovarne un altro o lasciare il Paese. Non esiste percorso verso una residenza permanente di diritto né verso la cittadinanza. La mobilità è stata liberata; la struttura no.

2. Il fisco

Non esiste imposta sul reddito delle persone fisiche da lavoro dipendente. È il tratto che accomuna il Qatar agli altri Stati del Golfo, ed è la ragione economica del trasferimento.

Fra Italia e Qatar è in vigore la convenzione firmata a Roma il 15 ottobre 2002, ratificata con legge 2 luglio 2010, n. 118, in vigore dal 7 febbraio 2011. Come per gli altri Paesi dell'area, le pensioni pubbliche italiane restano di norma imponibili in Italia: la disposizione sulle funzioni pubbliche va letta prima di programmare un pensionamento nel Golfo. Si veda dove si tassa la pensione italiana.

Il Qatar non è nell'elenco del D.M. 4 maggio 1999. È una differenza sostanziale rispetto agli Emirati Arabi Uniti, che vi figurano: chi si trasferisce in Qatar non subisce l'inversione dell'onere della prova dell'art. 2, comma 2-bis del TUIR. Resta naturalmente l'onere ordinario di essersi trasferiti davvero — i quattro criteri dell'art. 2 del TUIR riscritto dal 2024 valgono qui come altrove — ma il punto di partenza processuale è quello comune, non quello aggravato. Si vedano i criteri della residenza fiscale italiana e Paesi in black list e inversione dell'onere della prova.

3. La previdenza

Non esiste convenzione di sicurezza sociale fra Italia e Qatar: il Qatar non compare nell'elenco degli Stati extra UE convenzionati tenuto dall'INPS. Nessuna totalizzazione, nessun riconoscimento dei periodi. Vale, per chi è inviato da un datore di lavoro italiano, la copertura obbligatoria prevista dal D.L. 317/1987 convertito dalla legge 398/1987 per i Paesi non convenzionati; chi è assunto localmente ne resta fuori. Si veda i pacchetti retributivi del Golfo.

4. Lavorare e vivere

  • I settori che assorbono professionalità italiane sono energia e infrastrutture, costruzioni e ingegneria, sanità, istruzione internazionale, ospitalità e cultura, con una domanda legata ai programmi di sviluppo nazionali.
  • Doha è piccola rispetto a Dubai, e la vita sociale è più contenuta e più domestica. Chi cerca l'intensità urbana emiratina non la trova.
  • Il clima impone gli stessi ritmi del resto del Golfo: l'estate si vive all'interno.
  • Le regole sociali sono più stringenti che negli Emirati, in particolare sul consumo di alcol, sull'abbigliamento negli spazi pubblici e sulla condotta durante il Ramadan. Vanno conosciute, perché la loro violazione ha conseguenze reali.
  • Scuola e sanità sono, come altrove nell'area, a carico della famiglia salvo copertura contrattuale.

5. Il saldo netto

Conviene a chi riceve un pacchetto completo nei settori tecnici e sanitari, con orizzonte definito; a chi vuole il vantaggio fiscale del Golfo senza la presunzione del 1999 che grava sugli Emirati.

Non conviene a chi cerca stabilità di lungo periodo o un percorso di radicamento — il sistema non lo prevede — né a chi si aspetta la vita sociale e la varietà di Dubai.

Fonti.
  • Convenzione fra Italia e Qatar per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito, fatta a Roma il 15 ottobre 2002, ratificata con legge 2 luglio 2010, n. 118, in vigore dal 7 febbraio 2011.
  • D.M. 4 maggio 1999, il cui elenco non comprende il Qatar; D.P.R. 917/1986 (TUIR), art. 2, commi 2 e 2-bis, come modificato dal D.Lgs. 27 dicembre 2023, n. 209.
  • Riforme del lavoro qatarine: abolizione del permesso di uscita e del certificato di non obiezione; salario minimo di 1.000 QAR mensili in vigore dal marzo 2021, oltre a 500 QAR per l'alloggio e 300 QAR per il vitto o fornitura in natura (documentazione dell'Organizzazione internazionale del lavoro e del Governo del Qatar).
  • INPS, elenco degli Stati extra UE convenzionati con l'Italia in materia di sicurezza sociale, che non comprende il Qatar; D.L. 317/1987 convertito dalla legge 398/1987.

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