Espatriare da pensionato: fiscalità agevolata e sanità accessibile
Il pensionato è il profilo per cui l'espatrio funziona meglio — reddito certo, nessun vincolo di lavoro, piena libertà di scelta del luogo — ed è anche quello che commette gli errori più difficili da correggere, perché li commette in un'età in cui rimediare costa di più. Le decisioni che contano sono quattro, e vanno prese in questo ordine.
1. Dove è imponibile la vostra pensione
‼️ Pensione privata e pensione pubblica seguono regole diverse. Nelle convenzioni contro le doppie imposizioni le pensioni private sono di norma imponibili soltanto nello Stato di residenza; quelle corrisposte per funzioni pubbliche restano invece imponibili soltanto in Italia, salvo che il pensionato abbia anche la cittadinanza dello Stato di residenza — condizione che un italiano non soddisfa quasi mai. Ne discende che per un ex dipendente pubblico nessun regime agevolato estero produce effetto: la pensione continua a essere tassata in Italia, in Portogallo come in Grecia, in Albania come negli Emirati. È il primo controllo, e va fatto sul testo della convenzione applicabile. Si veda dove si tassa la pensione italiana.
Attenzione anche alle soglie: la convenzione con il Brasile rende le pensioni imponibili solo nello Stato di residenza fino a 5.000 dollari annui e assoggetta l'eccedenza a imposizione in entrambi gli Stati. La soglia risale al 1978 e non è mai stata rivalutata.
2. Che sanità avrete
- Con l'iscrizione all'AIRE si perde l'assistenza ordinaria del Servizio sanitario nazionale.
- Nell'Unione europea la si sostituisce con quella del Paese di residenza attraverso i formulari dedicati: è la soluzione migliore in assoluto e non ha equivalenti fuori dall'Europa. Si veda i formulari S1 e S2.
- Fuori dall'Unione la copertura è privata. Le patologie preesistenti sono quasi sempre escluse e i premi crescono con l'età: la polizza va stipulata prima, non al momento del trasferimento. È l'errore più costoso e più irreversibile di questo profilo.
- La voce che conta davvero non è la qualità degli ospedali ma chi paga l'evacuazione sanitaria, che nelle isole e in molte destinazioni africane e asiatiche è il rischio principale.
3. Se il Paese è nell'elenco del 1999
Se lo è, chi si cancella dall'anagrafe si presume ancora residente in Italia salvo prova contraria. La presunzione si vince con i fatti — casa, permesso, conti, presenza, medico, vita quotidiana — e il fascicolo si costruisce dal primo giorno. Fra le destinazioni tipiche dei pensionati vi figurano Uruguay, Malesia, Mauritius, Seychelles, Maldive, Emirati e i Caraibi; non vi figurano Tunisia, Marocco, Albania, Grecia, Portogallo, Spagna, Thailandia, Capo Verde, Messico e Paraguay. Si veda Paesi in black list e inversione dell'onere della prova.
4. Gli adempimenti che restano, e che si dimenticano
- L'accertamento dell'esistenza in vita, periodico: chi lo salta si vede sospendere il pagamento. Si veda riscuotere la pensione italiana all'estero.
- La comunicazione della residenza estera all'ente previdenziale, per il regime di tassazione corretto: senza di essa la ritenuta italiana continua ad essere applicata, e recuperarla è più lento che evitarla.
- Gli immobili italiani, che restano imponibili in Italia e soggetti a IMU anche per il non residente.
- Le prestazioni assistenziali — integrazioni al minimo, maggiorazioni, assegni sociali — che di norma non sono esportabili e si perdono con il trasferimento della residenza: è una verifica da fare prima, perché per le pensioni basse può ribaltare il calcolo.
5. Le due variabili che non compaiono in nessuna guida
- La non autosufficienza. Le destinazioni si valutano bene a settant'anni e male a ottantacinque, quando contano la distanza dai figli, la disponibilità di assistenza continuativa e la possibilità di rientrare. Un progetto di espatrio da pensionato dovrebbe prevedere fin dall'inizio a quali condizioni si torna.
- Il coniuge superstite. Molte scelte sono costruite su due persone e reggono male su una: reddito dimezzato, isolamento linguistico, gestione di una casa all'estero. Vale la pena chiedersi se la destinazione funzionerebbe anche per chi resta.
Per la scelta del Paese si vedano la classifica delle destinazioni per la pensione e i visti per pensionati; per il rientro, il regime per i pensionati esteri che si trasferiscono nel Mezzogiorno.
- Convenzioni contro le doppie imposizioni stipulate dall'Italia, disposizioni su pensioni e funzioni pubbliche; Dipartimento delle finanze.
- Convenzione Italia-Brasile del 3 ottobre 1978, ratificata con legge 29 novembre 1980, n. 844, art. 18.
- D.P.R. 917/1986 (TUIR), art. 2, comma 2-bis, e D.M. 4 maggio 1999.
- Regolamenti dell'Unione europea di coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale.
- Per l'accertamento dell'esistenza in vita, la comunicazione della residenza estera e l'esportabilità delle prestazioni: INPS.